PIL, l'Ue accelera. Ma l'Italia cresce meno della media

ECONOMIA

 

Si rafforza la crescita nell'area dell'euro ma l'Italia non sta con i primi della classe. Le stime di Eurostat dicono che nel secondo trimestre il pil è aumentato, rispetto ai tre mesi precedenti, dell'1% tanto nell'unione monetaria che nell'Ue a 27. Mentre su base annua il prodotto interno lordo è cresciuto dell'1,9% dopo un aumento rispettivo dello 0,8% e dello 0,7% del primo trimestre.
Secondo l'ente di statistica europeo, in Italia la crescita si è fermata però allo 0,4% nel
secondo trimestre 2010 e all'1,1% rispetto allo stesso trimestre del 2009.

I dati vengono definti "incoraggianti" dal portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn. Per la commissione si tratta della conferma che che nel Vecchio Continente "non vi è alcun rischio di doppia recessione". "Anche se - ha precisato il portavoce - non siamo isolati, e la nostra ripresa dipende dalla ripresa dei nostri principali partner, a cominciare da Usa e Cina". A rendere più solide le prospettive dell'economia europea ha contribuito senza dubbio il boom della Germania: "Numerosi Stati membri - nota infatti la Commissione - stanno facendo meglio del previsto, soprattutto la Germania".

Quanto all'Italia, Bruxelles ritiene che "al momento c'è da essere ottimisti", visto che "l'andamento del pil nell'ultimo anno mostra una chiara tendenza positiva", e questo nonostante l'ndamento piuttosto deludente degli ultimi tre mesi. Il trend positivo continuerà però solo se l'economia
italiana sarà caratterizzata da un ulteriore miglioramento delle esportazioni e dei consumi privati.
La Commissione Ue conferma quindi la linea del rigore sul fronte dei conti pubblici, invitando gli
Stati membri a proseguire nelle politiche di austerity e nell'attuazione delle riforma strutturali.

Intanto dall riunione del Consiglio direttivo della Bce arriva la conferma dell'attuale livello dei tassi d'interesse, che resta quindi ancorato all'1%, il minimo storico. La decisione era largamente attesa, ma i mercati continuano a gurdare a Francoforte per capire come si orienterà la politica monetaria europea nel 2011. Il livello dei tassi d'interesse di Eurolandia resta "adeguati", ha detto il governatore della Bce  Jean-Claude Trichet, che giudica "più forte del previsto la ripresa" in atto anche si attende una sua battuta d'arresto nel 2011. In ogni caso saranno prolungate almeno fino al 18 gennaio prossimo le aste principali di rifinanziamento a tasso fisso e ammontare di liquidità illimitato, segno che il sistema ha ancora bisogno di liquidità extra.

L'exploit tedesco nel secondo trimestre (la Germania ha messo a segno una crescita del 2,2% sul piano congiuturale e del 3,7% su base annua) ha spinto gli economisti dell'Eurotower a rivedere al rialzo le stime per l'economia di Eurolandia. Nel 2010 - ha spiegato Trichet - ci si aspetta ora una crescita compresa fra l'1,4% e l'1,8% (in media 1,6%), contro il tasso medio dell'1% stimato lo scorso giugno. Per il 2011 la stima è invece compresa fra 0,5% e 2,3% (1,4% medio), contro l'1,2% medio stimato delle proiezioni di tre mesi fa. (C.D'O.)

(2 settembre 2010)

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