CONTRATTO meccanici, Farina (Fim Cisl): Fiom esca dall'isolamento

di Silvia Boschetti

Le deroghe si confermano lo spartiacque del dibattito in corso nel settore metalmeccanico. Da una parte Federmeccanica insieme a Fim, Uilm e altre sigle si preparano ad un confronto in grado di trovare quelle soluzioni che i cambiamenti in atto, su tutti Fiat Auto, richiedono. Dall'altra una Fiom sempre più arroccata chiude a quel processo di rinnovamento aperto dall'accordo interconfederale sulla riforma del modello contrattuale.
In casa Fim si resta convinti del valore di proseguire in un cammino che punta ad estendere le tutele dei lavoratori grazie ad un contratto nazionale più efficace e al rafforzamento del secondo livello. Proprio quest'ultimo, per i metalmeccanici cislini, sarà, sempre di più, quello strumento capace di fare la differenza sia a livello aziendale sia territoriale.

"Alla Fiom che ci invita a fermarci nella trattativa con Federmeccanica e Fiat - commenta Giuseppe Farina, segretario generale Fim - rispondiamo che la Fim non sta facendo altro che il sindacato metalmeccanico e l'interesse dei lavoratori. Chi si ferma quando tutto va avanti, in realtà, sta andando all'indietro, ed è quello che sta capitando alla Fiom che sembra rincorrere il proprio passato con scelte che rischiano di danneggiare i lavoratori e il sindacato metalmeccanico".
Dalla Fim giunge, poi, anche un invito ad entrare nel percorso di rinnovamento ormai avviato lasciando da parte deboli argomentazioni. "Quanto alle minacce di azioni contro il contratto nazionale vigente - ribadisce Farina - sono le stesse che la Fiom continua a ripetere stancamente da mesi, ma, al momento, di ricorsi presentati non ne risulta neanche uno, forse perché la Fiom sa che sarebbero destinati all'insuccesso".

Stessa valutazione della segreteria dei metalmeccanici della Cisl anche rispetto a nuove mobilitazioni. "Quanto, infine, alle minacce di mobilitazione - conclude Farina - è ormai evidente che la Fiom è più capace di mobilitare la politica e i media che non i lavoratori metalmeccanici. Rinnovo l'invito alla Fiom ad abbandonare una strada di isolamento priva di prospettive e di aderire all'accordo di Pomigliano".
Infine sono stati resi noti i dati sull'andamento delle immatricolazioni Fiat ad agosto. L'assenza degli incentivi penalizza ancora il mercato italiano dell'auto, tuttavia, ad agosto le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles sono oltre 21 mila, per una quota del 30,7%, in crescita rispetto a luglio e la più alta degli ultimi 5 mesi.

È quanto evidenzia il gruppo torinese, nel sottolineare che, ancora una volta, i modelli di punta del brand Fiat sono al vertice della top ten di vendite e Giulietta si conferma tra le più vendute del segmento C. Fiat ad agosto ha segnato una quota del 30,65% delle vendite in Italia, in calo rispetto al 33,62% di un anno fa. A luglio la quota era al 29,09%. Riguardo ai singoli marchi del Lingotto, ad agosto Fiat ha immatricolato 15.873 unità (-27,75%) rispetto alle 21.969 di agosto 2009, Alfa Romeo 2.083 unità (-1,79% sulle 2.121 di un anno fa) e Lancia 3.109 unità(-31,32% rispetto alle 4.527 di un anno fa). Sugli otto mesi ha immatricolato 425.741 unità, in calo del 10,42% sul pari periodo.

(1 Settembre 2010)

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