Sono 41 gli accordi da rinnovare, per un totale di 4,7 milioni di dipendenti (il 39,3% del monte retributivo totale). Lo fa sapere l'Istat, che ricorda che in assenza di rinnovi contrattuali nel prossimo semestre, la quota di coloro che hanno un contratto in vigore, attualmente del 60,7%, scenderà al 58,8% nel dicembre 2010 per poi cadere al 34,9% nel gennaio 2011. Al mese di luglio, comunque, risultano in vigore i contratti per 8,3 milioni di dipendenti.
A livello esattoriale, osserva l'Istat, la copertura è totale per il settore agricolo, pari al 95,3% per l'industria e al 68,9% per i servizi privati, mentre per la pubblica amministrazione i contratti sono tutti scaduti a dicembre 2009 e quindi da gennaio 2010 la copertura risulta nulla. I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 13, mentre l'attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è pari a 4,7 mesi.
Le retribuzioni contrattuali orarie - rileva poi l'Istat - sono aumentate a luglio 2010 dello 0,1% rispetto a giugno e del 2,4% rispetto a luglio 2009. A luglio, a fronte di un aumento tendenziale medio del 2,4%, i settori che presentano gli incrementi più elevati sono alimentare, bevande e tabacco (+5,2%), telecomunicazione (+4,5%), regioni e autonomie locali (+4,3%), servizio sanitario nazionale (+4,2%). Gli incrementi minori si osservano invece per il settore dei pubblici servizi d'alberghi, per i ministeri, per la scuola e per i militari con aumenti dello 0,6%. (cdl)
(1 settembre 2010)










