Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato oggi la sospensione della pena alla lapidazione di Sakineh Mohammad Ashtian, accusata di adulterio. "Il verdetto è stato fermato ed è sotto revisione" ha detto il portavoce Ramin Mehmanparast alla tv di Stato. La sospensione della sentenza di lapidazione, secondo l'organizzazione per i diritti umani, Human Rights, "non è una novità. Quella importante è il fatto che il regime iraniano, grazie alla pressione internazionale, si sia piegato a fornire elementi sulla sorte di Sakineh".
(8 settembre 2010 - in aggiornamento)
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La condanna a morte per lapidazione di Mohammadi-Ashtiani Sakineh è "un atto altamente lesivo dei principi di libertà e difesa della vita". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo ad una domanda dei giornalisti, al Quirinale, dopo il colloquio con la presidente finlandese Tarja Halonen. L'Italia, ha aggiunto, è impegnata in modo "molto netto e non solo con posizioni di principio" per evitare che si giunga ad eseguire la condanna.
Napolitano ha aggiunto che il ministro degli Esteri, Franco Frattini, gli ha riferito di aver avuto assicurazioni dall'Iran che nessuna decisione è stata ancora presa. "C'è l'impegno forte del governo, delle istituzioni, c'è un'iniziativa dell'opinione pubblica che continua a essere intensa" per salvare la vita di questa donna iraniana, ha concluso Napolitano.
(7 settembre 2010 - in aggiornamento)
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"E' inconcepibile ed inaccettabile che venga ancora oggi ammessa una pena così atroce e selvaggia come è quella della lapidazione". Lo dichiara in una nota Liliana Ocmin, segretario confederale della Cisl. " La Cisl- continua Ocmin- condivide pienamente le iniziative di solidarietà che l'opinione pubblica ha espresso a favore di Sakineh e di tutte le donne che, come lei, si trovano, purtroppo, nell'indifferenza totale mentre dovrebbero avere, come fortunatamente oggi sta accadendo, la Comunità' Internazionale dalla loro parte". "Non possiamo assolutamente tollerare - prosegue Ocmin- questo oltraggio alla dignita' umana". "Ecco perchè ora è indispensabile - conclude Ocmin- che la mobilitazione in difesa del diritto alla vita continui e contribuisca a tenere vivo l'interesse pubblico verso questa indegna vicenda: calpestare la dignità delle donne è calpestare la dignità di tutti''.
Intanto dall'Iran, il figlio di Sakineh, Sajjad Mohammadi Ashtiani, 22 anni, dai microfoni dell'Ansa ringrazia l'Italia, ma chiede anche uno sforzo ulteriore. "Le dichiarazioni del governo italiano sono importanti - ha continuato parlando al cellulare da Tabriz - ma servono passi più formali, solenni, come la convocazione dell'ambasciatore a Roma. Penso anche al rafforzamento delle sanzioni, l'unico linguaggio che capiscono a Teheran".
Ieri il giornale ultraconservatore iraniano Kayhan ha attaccato duramente Silvio Berlusconi per la posizione presa dal governo italiano contro la condanna alla lapidazione per Sakineh Mohammadi Ashtiani, accusata di adulterio e concorso in omicidio del marito. Dopo aver bollato nei giorni scorsi come "prostituta" la first lady francese Carla Bruni, il giornale ha definito Berlusconi "un uomo moralmente corrotto", un "capo mafia" dai "dissoluti" comportamenti sessuali.
Sembra, comunque che la Farnesina, secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche, sta facendo dei passi verso le autorità iraniane nell'auspicio che non venga resa esecutiva la sentenza di morte. L'Italia del resto è promotrice della moratoria contro la pena di morte presentata all'Onu e questa vicenda rientra, sottolineano le fonti, nella politica italiana contro le esecuzioni capitali. L'auspicio dell'Italia è che si possa avere un atto di clemenza per un caso che ha destato parecchio scalpore ed elevate proteste nel mondo occidentale.
Cdl
(6 settembre 2010)










