Burani, quando la bancarotta è di moda

MODA

 

Concorso in bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali. Con queste accuse il gip di Milano, Fabrizio D'Arcangelo, ha disposto l'arresto di Walter Burani e del figlio Giovanni, in quanto artefici del "disegno criminale" che ha travolto il piccolo impero della moda italiano. Un disegno alimentato da una vera e propria "smania finanziaria", fatta di bilanci truccati e operazioni con l'unico scopo di sostenere il valore del titolo Mariella Burani in borsa.
Per i Burani la misura cautelare è scattata nell'ambito dell'inchiesta legata al fallimento di Burani Designer Holding, (Bdh) la capogruppo olandese di Mariella Burani Fashion Group (Mbfg), la griffe un tempo quotata a Piazza Affari e finita in amministrazione straordinaria a causa della montagna di debiti, otre 500 milioni, accumulati dai Burani. Giovanni Burani è finito nel carcere milanese di San Vittore mentre a Walter, 77 anni e marito della stilista Mariella, sono stati concessi i domiciliari per l'età.
Per il sistema italiano, questa è la terza bancarotta per grandezza (750 mln di euro passivo) dopo Parmalat e Cirio.
Della smania finanziaria Giovanni Burani "risulta essere stato l'ideatore ed il diretto gestore" ma le scelte, si legge ancora, "non potevano trovare attuazione senza il consenso del padre". I Burani "hanno perseguito con continuità il disegno criminale di trarre in inganno risparmiatori e creditori, nonchè le autorità di controllo dei mercati, costruendo mediante operazioni fittizie la falsa apparenza di una solida realtà economica, allo scopo di drenare risorse" in Borsa e alle banche.
A farne le spese, soprattutto, i lavoratori dipendenti del Gruppo, mentre i Burani sembravano "avere avuto alcuna effettiva intenzione di impegnare risorse vere per fronteggiare la crisi" pur avendone "verosimilmente" la disponibilità. Come dimostra l'esistenza, emersa dalle intercettazioni, di un conto da 20 milioni presso la Ubs. O la trattativa per acquistare casa a Montecarlo mentre Bdh era sull'orlo del fallimento. Neppure le auto di lusso a Cavriago vengono usate per pagare i debiti: dopo che un creditore informa Walter di aver trovato un acquirente per la sua Ferrari Le Mans l'auto scompare dal garage.
Il gruppo Mariella Burani, nato con Walter Burani e sua moglie Mariella nel 1960, ha dato vita ad una tra le griffe italiane più note nel mondo, caratterizzata da uno stile gipsy-chic. Mariella Burani, stilista del gruppo, è stata definita dal mago dell'obiettivo Peter Lindbergh, che l'ha ritratta in una monografia,"una grande ambasciatrice dello stile italiano nel mondo". Il diktat che guidava le mosse era: lusso a prezzi accessibili, riunire sotto il proprio controllo altri marchi e coprire tutti i settori del fashion, inglobando i piccoli operatori del made in Italy. Ma il lusso e le "smanie finanziarie" hanno finito proprio per travolgere la casa madre, in un disastro d'immagine e d'imprenditoria. Ora gli outlet svendono i capi Burani a prezzi stracciati: la triste fine di un marchio che fu.

29 luglio 2010

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