di Salvo Guglielmino
(nostro servizio) - Lungo i viadotti della vecchia autostrada Reggio Calabria-Salerno si intravede un panorama da brivido. Il pulmino ogni tanto sbuca da una galleria in mezzo alle montagne, traballa nei tornanti come una barca in balia della risacca. Bonanni, Angeletti ed il Ministro Tremonti sono seduti, fianco a fianco, come in una gita scolastica. Dietro di loro, con i taccuini in mano, ci sono gli inviati di alcune testate ed un fotografo napoletano che ha viaggiato come un eroe sdraiato lungo il corridoio. Il lungo (e travagliato) percorso di risalita dello stivale comincia puntuale alle 8,30, in orario "lumbard". Quattrocento quarantatre chilometri di gincana, con le corsie che spesso diventano un unico budello, stretto come un vicolo di Forcella a Spaccanapoli. Un incubo per chi deve percorrere questa strada tutti i giorni per motivi di lavoro. Da quando fu costruita tra il 1962 e il 1974, la Salerno- Reggio è stata sempre una "camionabile". Oggi è un cantiere a cielo aperto, con un progetto che dal 1998, di fatto, prevede l"allargamento del percorso tracciato quarantanni fa. Bonanni guarda, sconsolato, dal finestrino la fila interminabile di cantieri. Poi si rivolge al ministro Tremonti. "Se si fosse deciso di costruire una nuova autostrada forse si sarebbe fatto molto prima e meglio. "In effetti, l'unico pezzo a tre corsie resterà quello peraltro già completato che da Sicignano porta a Salerno, escluso il tratto che conduce a Contursi. Per il resto la nuova autostrada, quando (e se) sarà completata resterà a due corsie, ma con appena 10 chilometri in meno. "Qui gli appalti sono sempre costati il doppio con il doppio di tempo", attacca polemico il Ministro Tremonti, sempre con una pila di fogli in mano. Si vede che si è documentato bene prima di partire stamattina, da Reggio. "E sapete perche'?- aggiunge sornione. Se hai la possibilità di fare il massimo ribasso, allora si blocca tutto con la logica perversa dei subappalti. E poi ci sono gli enti locali che chiedono nella conferenza delle regioni opere "compensative", tipo piscine e palestre e pretendono persino di tutelare, come "opere architettoniche", gli edifici mostruosi costruiti cinquant'anni fa. Ma come si possono fare così le opere pubbliche nel Sud? ", conclude serafico. Bonanni si scalda e rincara la dose. "Il meccanismo del massimo ribasso comporta che i lavori vengono fatti dalle imprese peggiori che non rispettano niente. Né tempi. Né sicurezza, né legalità. Le disfunzioni sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna cambiare le cose. Aggiungo: chi volete che venga ad investire nel Sud oggi? Non ci sono le strade, non c'è la banda larga, non ci sono servizi adeguati?" Il viaggio continua in un saliscendi che ti spezza la schiena. A 10 chilometri da Lagronegro ci fermiamo in uno di quei cantieri che sono sempre lì, immobili, fermi da almeno vent'anni. Ci sono sei operai in pausa pranzo davanti ad una galleria. "I cantieri sono aperti - osserva Tremonti - anche se vedo più mezzi che gente al lavoro'. Comunque ( e sospira) l'importante è finirla questa benedetta autostrada". Ci sono 700 imprese attive disseminate nei cantieri della Salerno-Reggio Calabria e 3500 operai. Altri settemila lavorano nell'indotto. Qui ci sarebbe lavoro per migliaia di persone. Eppure va tutto a rilento, tra un rimpallo di responsabilità e di scarica barile. Le regioni accusano il governo centrale che mancano i fondi. Il governo centrale rimanda la palla agli enti locali. Un canovaccio scritto e riscritto che dura da anni. Ci fermiamo a prendere un caffè in un autogrill alle porte di Castrovillari. Tremonti vuole constatare anche l'igiene dei bagni: ''Devo dire che sono puliti'', dichiara sollevato il Ministro. Uscendo, incrociamo un calabrese tutto elegante, con il riporto coperto di gel. Sembra Cetto Laqualunque. "Oggi poca gente c'è. Venisse qui ad agosto, Ministro. C'è un fetore che si sente dalle campagne. In Africa Sembra di stare. Con tutto il rispetto per l'Africa. Ci mancherebbe, signor Ministro". Quando arriviamo a Napoli, dopo sei ore e mezza di pullman, è una liberazione. Tremonti è sarcastico. "Vi dico una cosa: i treni che vengono dal Nord hanno i moscerini spiaccicati sui vetri. Quelli del Sud no. Sono più veloci i moscerini dei treni". La carovana si separa. Ma questo resterà un viaggio che nessuno dei partecipanti dimenticherà. A futura memoria.
(10 febbraio 2011)










