In una piazza del Popolo gremita di gente (80mila i partecipanti secondo i sindacati) tra bandiere, palloncini e piccoli dirigibili con gli slogan della protesta (come "Evasione, mò basta"), Cisl e Uil hanno lanciato quello che il leader di Via Po, Raffaele Bonanni, dal palco ha definito un vero e proprio "ultimatum al governo". E, poco prima il leader della Uil, Luigi Angeletti, aveva precisato: "O questo governo fa la riforma fiscale, o se ne può anche andare a casa". Sul fisco, ha quindi aggiunto Bonanni, "non è più tempo di litigi, bisogna mettersi tutti insieme per la riforma" e il Governo "non si deve azzardare a fare una manovra senza un forte ridimensionamento della spesa inefficiente". Bonanni ha quindi aggiunto che le ganasce fiscali devono essere strette e che il sindacato è contrarissimo all'ipotesi di allentamento: "Gli evasori fiscali vanni perseguiti". "Quello di oggi - ha spiegato Bonanni - era l'ultimo avviso al governo, bisogna fare la riforma fiscale o si rischia uno scontro politico e sociale".
Secondo Bonanni le risorse per la riforma si devono cercare nell'evasione, ci sono infatti - ha aggiunto - 150 miliardi di evasione fiscale, 100 miliardi di evasione contributiva e 40 miliardi di evasione dell'Iva. "Siamo ad un bivio - ha detto - per l'economia, per il sociale e per la politica. Diciamo al governo che se vuole avere un piccolo barlume di senso faccia le riforme. O le fa o gli diciamo che è meglio che se ne vada". Nella riforma fiscale - ha spiegato Bonanni - vanno ridotte le tasse sul lavoro dipendente e sui redditi da pensione. "Questa è una piazza - ha detto rivolto ai manifestanti a piazza del Popolo - che soffre ma non dispera, è la faccia più bella dell'Italia"."Il governo - ha detto Bonanni - non si azzardi a portare una manovra senza un taglio del 40% degli emolumenti ai politici. I costi della politica sono decuplicati rispetto alla Prima Repubblica". Ed è indispensabile "una riduzione drastica nelle Regioni, che sembrano stati, nei Comuni, che spesso non si reggono in piedi, e nelle Province, che non si capisce a cosa servono. Sono tante baracche e baracchette".
"È un momento - ha aggiunto il leader della Cisl - delicato e difficile per il paese. Stringiamoci insieme, bisogna unirsi per rigenerare l'Italia e seppellire gli impostori, i violenti e i debosciati".
Anche il leader della Uil, Angeletti, nel suo accalorato intervento non ha lasciato alternative: "È l'ultima volta che la Uil fa una manifestazione di sabato, la prossima si farà di venerdì", lasciando intendere che sarà a supporto di uno sciopero. Per Angeletti, infatti, o questo governo farà sul serio la riforma fiscale oppure non c'è bisogno che sopravviva. "Se fanno la riforma - ha argomentato - noi non abbiamo problemi, ma se non la fanno questo governo se ne può pure andare, non vediamo alcun motivo per cui deve stare lì". "Dobbiamo ridurre le tasse - ha aggiunto il numero uno della Uil - sul lavoro e sulle pensioni. La riforma fiscale è l'atto di giustizia più grande che possiamo compiere". "La riforma fiscale - ha concluso - deve essere la vera rivoluzione di giustizia sociale nel paese".
Nel primo intervento, Magda Maurelli (UilTem.p) aveva evidenziato come: " E' questa la parte migliore dell'Italia. Il posto fiso non esiste più a chi dice che bisogna adattarsi, noi diciamo che abbiamo bisogno di un welfare capace di includere le persone, abbiamo bisogno di riforme e, in particolare di una riforma del lavoro che metta al centro la persona. Siamo un Paese nel quale, a parità di mansione ci sono trattamenti diversi, non si può più sopportare. Non ci sono più scorciatoie, dobbiamo trovare le risposte giuste per le famiglie, le donne e ai disoccupati. Serve meno speculazione e più produzione. Il pil di un paese non si misura dal numero delle auto blu e dei suv, ma nel trovare nuove misure per chi ha redditi bassi. il governo ci deve dire quali sono le scelte di domani per uno sviluppo sostenibile per tutti, nessuno escluso. Questo paese ha bisogno di nuova occupazione, di nuovi mercati. Le nostre vite dipendono dalla ricerca, dalla capacità di investire nei giovani ricercatori, creando un ponte tra istruzione e lavoro, come tra università e ricerca. Ai pensionati dico siamo con voi e diciamo no a un intervento sulle vostre pensioni. Diciamo grazie a voi, perché è anche grazie a voi che le famiglie non stanno cedendo. Siate con noi, al nostro fianco, perché rischiamo di ritrovarci tra 20 anni, in una situazione, se possibile ancora più grave. E' urgente una riforma fiscale, ma noi abbiamo già dato basta con l'Italia di chi paga troppe tasse e di chi le evade. Dico ai tanti a giovani, anche a quelli che non sono in questa piazza, che dobbiamo unire le nostre forze per essere classe dirigente di questo paese. Se vi diranno che siete immaturi, vuol dire semplicemente che siete perfetti".
Secondo il segretario generale della Fnp Cisl, Gigi Bonfanti "in questa piazza gremita all'inverosimile ci sono lavoratori e anziani che pagano le tasse. Pagano tutto e per tutti tenendo in piedi un paese in un contesto sempre più grave. Siamo un blocco sociale aperto, lavoriamo nel territorio, facciamo la contrattazione sociale per un nuovo modello di welfare, siamo parte di una famiglia che è, nei fatti, un ammortizzatore sociale, per tutto questo. Siamo una parte debole, ma non siamo un problema , ma una risorsa produttiva per la cultura democratica del paese, per lo sviluppo dello stato sociale, per la valorizzazione per la centralità della persona e anche per la crescita economica. La nostra richiesta è quella di tornare a crescere, modificando il paese, creando la ricchezza e distribuendola con equità. Contro i mali profondi di questo Paese è importante il rigore nei conti pubblici, ma siamo contro i tagli lineari, a favore dell'investimento di risorse dove più necessitano, con un modello alternativo d'impiego della risorsa pubblica. Abbiamo cercato sempre di contrastare l'operazione con la quale i fondi statali di carattere sociale sono stati falcidiati e ridotti a zero. La crisi va gestita ma, troppo spesso, si è voluto colpire chi non ha voce, scaricando il peso del welfare sulle nostre famiglie. Serve una grande riforma per due emergenze. Una riforma integrale del fisco, e una legge quadro sulla non autosufficienza. Serve spostare il peso della tassazione, finora su lavoratori e pensionati ai consumi di lusso, per un sostegno alla famiglia che è fatta di figli e anche di anziani non autosufficienti. Si tratta di una riforma che richiede risorse, ma le risorse ci sono. Ricaviamole dall'evasione ed elusione fiscale, dalla tassazione rendite finanziarie, dal contrasto al lavoro nero, contrastando ancora sprechi ed inefficienze, riducendo i costi della polita e i privilegi dei politici. Siamo in un Paese che non cresce e in cui troppe pensioni sono ancora sotto i 500 euro. I giovani, e i piu fortunati, vivono con appena 800 euro. La seconda emergenza e quella dei non autosufficienti. Un tema da portare avanti. I non autosufficienti crescono in modo esponenziale. Servono misure organiche su tutto il territorio nazionale per stabilire il giusto livello dei diritti in tutto il paese. Bisogna rompere l'isolamento degli anziani e della famiglia per migliorare la loro qualità della vita. Non è facile, ma i manifestanti che sono in questa piazza hanno a cuore un paese civile e più solidale, che lotta contro il privilegio e l'iniquità sociale. E' importante la lotta per i non autosufficienti che attendono risposte e che mettono in gioco il loro stesso diritto alla vita. Il sindacato è pronto a fare la sua parte per gestire le poche risorse che finora ci sono, verso un nuovo modello sociale, per una società più giusta, una crescita economica vera, per i propri figli e nipoti, le forze sane della società, i fragili, i migranti, per una cultura della solidarietà inclusiva e dell'accoglienza sincera . Il tempo è sempre più breve, il paese, tra incuria e disattenzione diventa sempre più povero, lacerato. E' fondamentale e strategica la equa ripartizione delle risorse, per una società più giusta e solidale, in cui il sindacato è protagonista con un ruolo pregnante di partecipazione alle scelte. Dalla forza dei sentimenti ed entusiasmi di questa piazza lavoratori ed anziani non deflettono ma chiedono di alzare il livello di civiltà del paese e il livello di vita altrui. Il tempo dei tatticismi e finito, l'italia onesta e che paga le tasse pretende risposte".
(18 giugno 2011 - sintesi a cura di Ester Crea, Giuseppe Gagliano, Raffaella Vitulano)
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La macchina organizzativa di Cisl e Uil gira a pieno ritmo in vista della Manifestazione nazionale per sollecitare la riforma fiscale, la legge quadro sulla non autosufficienza, lavoro e crescita, che si terrà, a Roma, a Piazza del Popolo, a partire dalle ore 9.30.
E' previsto l'arrivo nella Capitale di oltre 60 mila persone tra lavoratori, immigrati, giovani, donne e pensionati, provenienti da tutta Italia. Per favorire la loro partecipazione, Cisl e Uil hanno organizzato circa 900 pullman, che arriveranno sin dalle prime ore dell'alba, a cui si aggiungeranno i partecipanti che useranno aerei, treni speciali e mezzi propri. La manifestazione sarà chiusa dai comizi dei segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
"Lanceremo un avviso ai naviganti: la riforma si deve fare. La manifestazione serve a questo, a dire che c'è fermezza da parte nostra sull'esigenza di ottenere finalmente una riforma integrale fiscale che inseguiamo da più di due anni", ha dichiarato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine della Conferenza nazionale per il lavoro del Pd in corso a Genova.
"La riforma - ha aggiunto Bonanni - non deve procurare deficit perché lo pagheremmo noi". Secondo il leader della Cisl "bisogna giocare all'interno del calderone fiscale, quindi lavorare ancora di più contro il lavoro nero, stando attenti a non allargare le ganasce ma stringendole ancora di più contro l'evasione fiscale".
"Bisogna inoltre - ha proseguito Bonanni - tassare le rendite finanziarie ma non i titoli di Stato e riteniamo che si possa anche aumentare un punto dell'Iva sui consumi più alti". Secondo il leader della Cisl "questo consentirebbe non solo di trovare 12 o 13 miliardi di euro ma avrebbe anche una funzione di stimolo per i prodotti italiani. Anche sull'Iva - ha concluso Bonanni - bisogna recuperare l'evasione perché si stima che ci siano 55 miliardi evasi".
Affrontare la crisi economica e sociale attraverso una continua negoziazione con il Governo, le Regioni e gli imprenditori: questo l'impegno della Cisl e della Uil in tutti questi mesi. Non ripiegarsi su se stessi, ma un impegno a:
• Estendere gli ammortizzatori sociali e le politiche attive per il lavoro;
• Garantire le politiche sociali pubbliche, pure con un forte vincolo di bilancio;
• Rinnovare tempestivamente i contratti nazionali di lavoro e sviluppare la negoziazione decentrata privata e pubblica per redistribuire la produ
ttività e cogliere nuove opportunità di investimenti produttivi.
I risultati non sono mancati: estesa la tutela sociale a soggetti prima esclusi; evitati i licenziamenti nelle aziende in crisi e molti accordi per il rilancio produttivo; un rinnovo tempestivo dei contratti nazionali di lavoro e la prosecuzione della detassazione del salario di produttività. Nel settore pubblico sono state salvaguardate le retribuzioni rispetto ai tagli di altri Paesi europei ed è stato negoziato, pur in presenza di un blocco dei contratti nazionali fino al 2013, l'impegno a realizzare a tutti i livelli la contrattazione decentrata attuando l'accordo con il Governo del 4 febbraio scorso. Si è avviata una stabilizzazione del personale della scuola, con 65.000 immissioni in ruolo.
E ora: SUBITO LA RIFORMA FISCALE - Si chiede al Governo: una sensibile riduzione della tassazione su lavoratori e pensionati; il sostegno alla famiglia con il Nuovo Assegno Familiare (NAF); un fisco premiale in favore dell'occupazione e degli investimenti destinato alle imprese socialmente responsabili; niente aumenti della pressione fiscale per lavoratori e pensionati a seguito dell'attuazione del federalismo fiscale; più trasparenza nei rapporti tra fisco e cittadino. Per reperire risorse occorre rafforzare la lotta all'evasione fiscale, ridurre significativamente l'elusione, una maggiore tassazione delle rendite e della speculazione, l'incremento delle imposte sui consumi pregiati.
RIDURRE SPRECHI PUBBLICI E COSTI DELLA POLITICA - Ma per finanziare la riforma fiscale, reinvestire nello sviluppo, migliorare la gestione dei servizi pubblici nazionali e territoriali, è fondamentale ridurre la "cattiva spesa pubblica". Bisogna contrastare sprechi ed inefficienze e tagliare i costi della politica (troppe cariche per troppi livelli istituzionali e trattamenti sproporzionati). Rendere più snella ed efficace la struttura istituzionale, più competitive ed efficaci le aziende dei servizi pubblici. Le economie sugli sprechi delle pubbliche amministrazioni vanno, in misura significativa, reinvestite per la qualità del servizio, l'incentivazione della produttività ed il riconoscimento del merito.
PER UNA LEGGE QUADRO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA - Le misure ad oggi adottate dallo Stato sono insufficienti e non organiche. Occorrono misure coerenti e uniformi su tutto il territorio, attraverso una legge-quadro nazionale che preveda la determinazione da parte dello Stato dei livelli essenziali per la non autosufficienza; un "modello completo" di intervento; l'articolazione delle caratteristiche e dei requisiti delle prestazioni sociali da garantire su tutto il territorio nazionale; la definizione degli indicatori da verificare; l'istituzione di un Fondo Nazionale, coperto dallo Stato e disciplina per l'erogazione e l'integrazione affidata alle Regioni.
MISURE PIU' EFFICACI PER LAVORO E SVILUPPO
* E' necessario dare piena attuazione all'accordo Stato Regioni sugli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro, per il reimpiego dei lavoratori ancora in Cassa Integrazione, con la riqualificazione professionale.
* Vanno resi rapidamente operativi dopo il Decreto Legge sullo Sviluppo i nuovi strumenti per l'occupazione; in particolare per i giovani attuando la riforma dell'apprendistato, per le donne con la revisione del contratto d'inserimento e per le nuove assunzioni al Sud con il credito d'imposta; unitamente, infine, all'attuazione degli interventi per favorire gli investimenti delle imprese nella ricerca, con l'assunzione di giovani ricercatori. La riforma dell'apprendistato, così come convenuto, va accompagnata con interventi normativi nazionali e regionali volti a diminuire l'abuso e l'utilizzo, oggi fortemente distorto, di forme di lavoro come i tirocini/stages, le partite iva fittizie e le collaborazioni a progetto.
* Lo stimolo all'economia richiede il pieno utilizzo dei Fondi nazionali ed europei per il Mezzogiorno per la realizzazione delle infrastrutture materiali ed immateriali e i crediti d'imposta per nuovi investimenti e lavoro. Tutte le risorse disponibili vanno utilizzate per realizzare le opere pubbliche prioritarie per la viabilità e il territorio, gli investimenti nella rete energetica e ambientale, nel settore delle costruzioni. Va promossa una politica industriale che, con priorità alle crisi settoriali ed aziendali, favorisca nuovi investimenti innovativi. Complessivamente si possono investire per i prossimi tre anni risorse pari ad un punto di Pil (15 miliardi) all'anno.
(17 giugno 2011)











