PD diviso tra appoggio a Monti e quello a Fiom

POLITICA

 

di Giampiero Guadagni

La manifestazione della Fiom, in programma il 9 marzo, agita il Pd. E le polemiche montano anche via twitter. L'ala "governativa" contesta la scelta di andare in piazza; i "laburisti" replicano spiegando che la l'iniziativa non è contro l'Esecutivo ma "contro la Fiat che discrimina i tesserati Fiom". In realtà la mobilitazione ha l'obiettivo dichiarato di far saltare il tavolo di confronto sulla riforma del mercato del lavoro. In prima fila con la Fiom ci sarà il responsabile economico Stefano Fassina. E la vicenda rischia di diventare l'ora X dell'appoggio del Pd al governo Monti e della tenuta interna del Pd. "Senza accordo valuteremo in Parlamento se votare sì", è la condizione che il segretario Bersani pone, sottolineando dunque come l'appoggio non sia scontato. Lo scontro, apertosi dopo l'intervista di Veltroni sull'art.18 e sul sostegno al governo Monti, non accenna dunque a placarsi anche se Bersani lo considera "fuorviante" rispetto ai problemi del Paese. E anche rispetto alla ribadita centralità dei partiti, con uno stop a chi non esclude un Governo di larghe intese, magari a guida di un tecnico, anche dopo le elezioni del 2013. "Voglio predisporre il mio partito con una proposta alternativa non a Monti ma alla destra", spiega Bersani.
La preoccupazione di non regalare il premier allo schieramento avversario è preoccupazione sentita anche dal Pdl. Ieri lungo incontro, definito "costruttivo" tra Monti, Berlusconi, Alfano e Gianni Letta. Per il Cavaliere l'occasione di ribadire al premier la lealtà del Pdl e contestualmente la necessità che il Governo vada avanti nel cammino delle riforme accelerando sul mercato del lavoro.

(22 febbraio 2012)

In diretta da Labor TV

Un problema imprevisto ha impedito il caricamento del video.

Labor Tv

Notizie in breve

Le altre notizie

vai all'archivio notizie di Maggio

Il tg di Labor Tv

Via Po Cultura

Per la liberta' d'informazione