TUBETTIFICIO SCANDOLARA: sciopero il 6 febbraio

 

di Sara Martano

Uno sciopero di otto ore previsto per il 6 febbraio con manifestazione ad Ascoli Piceno davanti la sede legale dell'azienda. Stiamo parlando della protesta messa in campo dai lavoratori della ex Laminated Tubes Productions di Cisterna (Latina), appartenente al gruppo Scandolara, leader europeo nella produzione di tubetti per il confezionamento di prodotti cosmetici, per l'igiene orale, la farmacopea e l'alimentazione, dopo l'annuncio, da parte del vertice aziendale, della chiusura dell'attività a cominciare dai primi giorni di febbraio. Una decisione presa unilateralmente dall'azienda causata dalle difficoltà economiche sorte nell'ultimo periodo e che mette in una situazione preoccupazione il futuro occupazionale dei 34 lavoratori, molti dei quali con una bassa età contributiva e doppiamente danneggiati.

Oltre allo sciopero del 6 febbraio, l'assemblea dei lavoratori ha deciso una serie di iniziative come prima risposta alla chiusura del sito: un pacchetto di 20 ore di sciopero (di cui le prime 8 già decise) e un presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento di Cisterna per bloccare gli automezzi in uscita.

Il gruppo Scandolara rappresenta l'unica realtà europea - e fra le poche al mondo - capace di realizzare tutte e tre le tipologie di tubetti richieste dal mercato (laminato, alluminio e polietilene), con numeri che la posizionano ai vertici: 700 milioni di pezzi/anno realizzati nei 5 stabilimenti (2 in Italia, Svizzera, Slovacchia e Russia). In Italia Scandolara SpA ha tre siti: gli uffici commerciali a Garbagnate (Milano); lo stabilimento ad Ascoli Piceno, con i laboratori di Ricerca & Sviluppo e gli impianti per la produzione di tubetti di alluminio e plastica, nonché per lo stampaggio ad iniezione dei componenti; a Cisterna (Latina), con il reparto di web printing e assemblaggio dei tubetti di laminato.

E proprio lo stabilimento pontino risulta essere l'anello debole della catena societaria, se dopo una prima mobilità nel 2008, si è passati, attraverso alterne fasi produttive, ad una richiesta di cassa integrazione ordinaria per l'intero stabilimento a partire dallo scorso settembre. Una fase questa che, secondo, l'azienda avrebbe dovuto chiudersi con la ripresa produttiva poco prima delle festività natalizie. Ma questo non è avvenuto e le organizzazioni sindacali sono state chiamate a sottoscrivere un ulteriore periodo di cassa a zero ore fino alla fine di gennaio 2012.

Obiettivo di lavoratori e sindacato è quello di riuscire ad aprire una trattativa con la società Scandolara che, se non riuscirà ad evitare l'annunciata chiusura del sito di Cisterna, possa almeno aiutare dal punto di vista economico le persone che dovranno affrontare il licenziamento. "Ci teniamo a sottolineare - dice Roberto Cecere, segretario generale Femca Cisl di Latina - come questa vertenza non sarà certo una passeggiata per la Scandolara e per i suoi vertici societari. Sbaglia di grosso il dottor Amilcare Fabio Gussoni, amministratore delegato Scandolara e persona ben conosciuta nel mondo arbitrale calcistico italiano, se pensa di poter chiudere lo stabilimento di Cisterna e di licenziare tranquillamente 34 lavoratori, senza tener conto dei danni loro causati".

La Femca territoriale si impegna totalmente affinchè per i lavoratori sia previsto un adeguato percorso di ammortizzatori sociali o sostanziosi incentivi economici all'esodo senza tralasciare la possibilità di ricercare un nuovo imprenditore che possa fornire garanzie occupazionali.
Una vertenza che rappresenta un nuovo duro colpo per il territorio di Latina e per l'industria locale che sta perdendo pezzi importanti in particolare nel settore chimico-farmaceutico.

(27 gennaio 2012)

In diretta da Labor TV

Labor Tv

vai all'archivio notizie di Febbraio

Il tg di Labor Tv

Governo Monti. Le posizioni dei partiti

Sigma-Tau, storia di un ricercatore