A 67 anni dal giorno in cui le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz, in tutta Italia, e nel resto del mondo, si celebra il Giorno della memoria dell'Olocausto. Lo ha ricordato il presidente Giorgio Napolitano al Quirinale mentre il premier Mario Monti ha sottolineato che "l'Italia e l'Europa stanno vivendo un periodo delicato: crisi economica, ma soprattutto rischio di crisi di valori. In questo contesto, più che mai, occorre vigilare perché rigurgiti di antisemitismo, xenofobia, intolleranza non intacchino i nostri valori fondanti".
"Per evitare che la Giornata della Memoria diventi col passare degli anni solo un ricordo monumentale della tragedia del popolo ebraico, occorre attualizzarla facendo tesoro nel presente degli insegnamenti che giungono dal passato". Lo dichiara il segretario confederale della Cisl, Liliana Ocmin, in occasione della Giornata della Memoria che si celebra oggi.
"Ci rendiamo conto - continua Ocmin - che fare degli accostamenti è sempre difficile e rischioso ma non possiamo non negare come anche il nostro tempo segnali fenomeni che contengono in sé una potenzialità degenerativa. L'impoverimento dell'Occidente, i flussi migratori crescenti, la crisi economica, scatenano paure che spesso si traducono in comportamenti ed atteggiamenti al limite del razzismo, della discriminazione e del rifiuto di ciò che è diverso. Questo importante appuntamento, dunque, deve essere il momento in cui tutti devono contribuire a rabboccare l'olio che alimenta la fiammella della speranza a che ciò non abbia mai più a ripetersi. In questo sforzo collettivo, la Cisl è sempre più convinta che la cultura ed il lavoro, conoscenza e benessere materiale e spirituale, costituiscano due grandi spazi per promuovere il miglioramento delle relazioni umane ed arginare ogni forma di discriminazione".
"Per questo - conclude Ocmin - la Cisl rilancia con forza il proprio impegno, rinnovando, nel giorno che ricorda la madre di tutte le discriminazioni, la richiesta a Governo e Parlamento di approvare al più presto una nuova legge sulla cittadinanza per i giovani di seconda generazione, figli di immigrati nati in Italia o giunti nel nostro Paese in tenera età e promuovere l'unità familiare dei lavoratori e delle lavoratrici stranieri come ricchezza ed opportunità per il Paese".
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(27 gennaio 2012)











