EQUITALIA, sindacati scrivono a Napolitano e Monti

SINDACATO

 

Stanchi di attentati e intimidazioni - l'ultima della serie ieri negli uffici di Milano - i lavoratori di Equitalia decidono di farsi sentire. E di farlo attraverso i sindacati. Le segreterie nazionali di Fiba, Fisac, Dircredito, Fabi, Snalec, Ugl Esattoriali, Uilca hanno scritto al Presidente della Repubblica Napolitano ed al presidente del Consiglio Monti un "forte segnale di attenzione" ed "un incontro" a breve.

Ecco il testo integrale della lettera:

Siamo i rappresentanti sindacali dei dipendenti di Equitalia, la società costituita per la riscossione di tributi e contributi. Siamo esattori di imposte e tasse per conto dello Stato, di Comuni, Regioni ed enti vari. Come lavoratori della riscossione eseguiamo disposizioni all'interno di percorsi del tutto rigidamente impostati con leggi dello Stato. Una distorta rappresentazione della realtà e, almeno nel passato, una scarsa attenzione delle istituzioni ci hanno resi vittime di atteggiamenti sbagliati e di assurdi attentati che si ripetono, ormai, a un ritmo preoccupante, e che chiediamo vengano stigmatizzati con la necessaria fermezza.

Vogliamo esercitare con dignità la nostra professione e vivere serenamente il nostro tempo libero. Siamo consapevoli di svolgere una funzione importante per la vita della società, ma è comunque difficile fare il proprio dovere sapendo che ciò può comportare di mettere a rischio l'incolumità fisica propria e dei propri familiari.
Le procedure applicate appaiono vessatorie? L'accertamento del debito è errato? I dipendenti di Equitalia lavorano nel pieno rispetto delle disposizioni di legge e al servizio della collettività. Non operano in proprio, non con proprie iniziative, non per loro personale interesse. Le norme giuridiche stabiliscono gli strumenti da utilizzare per rendere efficace l'azione di recupero coattivo ed i lavoratori del settore le applicano, consapevoli che non esistono "margini per letture personali" e che non è loro consentita l'inosservanza della legge, pena l'applicazione di sanzioni.

Chiediamo una forte presa di posizione che faccia sentire ai dipendenti di Equitalia che la funzione che svolgono viene compresa nel suo valore e tutelata dai rappresentanti del Governo e delle Istituzioni, nella condivisa consapevolezza di vivere nel Paese nel quale il livello di evasione ed elusione fiscale, unitamente a quello della corruzione, costituiscono una vera e propria piaga sociale e una pesantissima imposizione addizionale per i cittadini onesti.

Riteniamo necessario si operi affinché risulti chiaro a chiunque che l'importanza di questo servizio non sta solamente nell'entità delle somme che ogni anno vengono riscosse, ancorché risultino sempre più necessarie nell'attuale fase di difficoltà economica del nostro Paese, ma ancora di più nell'azione di deterrenza che viene svolta dagli operatori di Equitalia, ovvero nel ricordare quotidianamente ai contribuenti che devono assolvere spontaneamente i loro obblighi tributari e contributivi, evitando in tale modo oneri maggiori e contribuendo a quel migliore ritorno alla collettività in termini di ampiezza della rete dei servizi che il prelievo fiscale alimenta.

Per questo motivo Vi chiediamo un forte segnale di attenzione, un incontro dal quale possa scaturire una ferma presa di posizione che, al di là delle pur attese iniziative volte a garantire la sicurezza dei dipendenti e dei cittadini che si recano nelle sedi delle società di riscossione dei tributi, sappia diffondere, grazie anche alla Vostra autorevolezza, una consapevolezza diffusa del valore del servizio che Equitalia pone in essere consentendoci di svolgere, senza timori, il compito assegnatoci.
Nel ringraziare per l'attenzione, restiamo in attesa di Vostre determinazioni.

(26 gennaio 2012)

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