di Floriana Isi
E' un avviso comune quello che le parti sociali del settore agricolo presentano al Governo e che rappresenta una serie di importanti indicazioni per rendere il settore dell'agricoltura in Italia più efficiente e virtuoso. Contrastare il lavoro sommerso e irregolare, salvaguardare i livelli occupazionali, favorire una migliore occupazione e combattere il fenomeno del caporalato come intermediazione illecita del mercato del lavoro sono le linee guida contenute nel documento sottoscritto dalle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori agricoli e dei datori di lavoro quali Fai-Cisl, Flai.Cgil, Uila-Uil, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Fedagri-Confcooperative, Legacoop-Agroalimentare e Agci-Agrital. "Con questo avviso tra imprese e sindacato ci si dà un nuovo affidamento nella regolazione negoziata del mercato del lavoro affinché i fenomeni di elusione contributiva, di mancato rispetto dei contratti di lavoro, di aleatorio utilizzo della formazione professionale vengano superati - sottolinea il segretario generale della Fai Cisl, Augusto Cianfoni -. Gli stessi vaucher, ad esempio, sono ottimi strumenti per alcune tipologie di lavoratori e per le aziende serie, ma se vengono utilizzati solo per fare sottosalario e parziale elusione contributiva si trasformano in elementi di contenzioso permanente tra sindacato e impresa. Sarebbe allora meglio ricondurli alla gestione degli enti bilaterali, affinché il sistema venga in aiuto alle imprese virtuose che ne hanno effettivamente bisogno, riconoscendo la specificità della stagionalità come elemento strutturale del settore agricolo".
Settore che, nonostante le difficoltà, si conferma una voce importante dell'economia. Con le sue 217 mila aziende e 1 milione e 100 mila lavoratori, di cui molti impiegati a tempo determinato, rappresenta il 7,1% del totale degli occupati in Italia e il 18,8% in Europa. Insomma: pur essendo caratterizzato da un'elevata polverizzazione il sistema è maturo per dare precise indicazioni al governo e la ricchezza generata dall'agricoltura italiana è pari a 8 miliardi di euro. Cinque i capitoli qualificanti dell'intesa: in primo luogo una serie di osservazioni in materia di mercato del lavoro per migliorare e rafforzare la bilateralità, promuovere una politica attiva del lavoro in agricoltura e monitorarne, tramite la costituzione di un osservatorio, le criticità. Poi ci sono precise indicazioni per contenere il costo del lavoro specie in quelle zone territoriali che non godono di agevolazioni contributive, rafforzare gli ammortizzatori sociali e rendere operative quelle norme che premiano le aziende virtuose in materia di infortunistica. Viene definita anche una razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese e, per quanto riguarda il capitolo Inps, la richiesta che venga riconosciuta la specificità del settore agricolo con la costituzione di una struttura che si occupi di previdenza agricola a livello centrale e territoriale, anche al fine di arrivare ad una definizione agevolata dei contenziosi.
(26 gennaio 2012)











