Lo snellimento delle tipologie di contratti di lavoro esistenti in Italia è uno dei punti cardine della riforma del lavoro intorno alla quale è appena iniziato il dibattito fra Governo e parti sociali. Non solo, è anche uno dei punti su cui esecutivo, imprenditori e sindacati sembrano tutti d'accordo: in Italia i contratti tra cui districarsi sono troppi. Già, ma quanti sono davvero questi contratti? Nei giorni scorsi Cgil e Confindustria hanno dato numeri diversi. Noi ci siamo rivolti al dipartimento politiche del lavoro e formazione professionale della Cisl e abbiamo capito che in realtà le divergenze sono solo numeriche, a seconda che si accorpino o che si differenzino alcune tipologie contrattuali. Quella che segue è, dunque, una mappa sintetica delle diverse tipologie riconducibili alle quattro macro-categorie: subordinati, parasubordinati, autonomi e speciali (non considerando part time, telelavoro, lavoro a domicilio come tipologie contrattuali ma come modalità di svolgimento dei rapporti di lavoro).
Lavoro subordinato
Sotto la voce lavoro subordinato ci sono la maggior parte dei contratti esistenti. Innanzitutto, le due tipologie fondamentali: i contratti a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato. Poi i contratti di apprendistato (professionalizzante, di istruzione e di alta formazione) e i contratti di inserimento e re-inserimento lavorativo. Ma sono rapporti di lavoro subordinato anche una serie di tipologie contrattuali introdotte negli ultimi vent'anni: come i contratti di somministrazione (una volta si chiamavano interinali), il contratto a chiamata o il job sharing.
Il lavoro parasubordinato
Rientrano sotto questa tipologi le varie forme di contratto a progetto e le collaborazioni coordinate e continuative.
Il lavoro autonomo
Sotto questa voce rientrano tutte le prestazioni occasionali di lavoro autonomo senza partita Iva (pagate con ritenuta d'acconto) e il lavoro autonomo con partita Iva (professionisti, artigiani e commercianti, agricoli, senza cassa)
I contratti speciali
Rientrano sotto questa voce i contratti di associazione in partecipazione, il lavoro occasionale accessorio che può essere retribuito con i voucher, gli stage ed i tirocini di inserimento e reinserimento dei disoccupati.
E.C.
(25 gennaio 2012)











