Emilia, leader sindacali scrivono a Monti e Fornero

Nei luoghi del sisma

 

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti hanno inviato una lettera unitaria al presidente del Consiglio, Mario Monti, ed al ministro del Welfare, Elsa Fornero, sostenendo l'ampliamento delle risorse per gli ammortizzatori sociali a favore delle zone dell'Emilia Romagna colpite dal sisma.
In relazione al protocollo d'intesa per interventi straordinari per ammortizzatori sociali causa evento sismico che ha interessato i territori delle province di Bologna, Modena e Ferrara - si legge nella lettera inviata questa mattina - vi sottoponiamo l'esigenza che le risorse da stanziare per il sostegno al reddito, comprensivo di contribuzione figurativa, per i lavoratori la cui attività è stata compromessa dal suddetto grave evento, compresi i lavoratori avventizi e stagionali, siano adeguate e costituiscano un finanziamento dedicato, vale a dire aggiuntivo e distinto rispetto alle risorse disponibili per i cosiddetti ammortizzatori in deroga, al fine di poter svincolare i trattamenti da eventuali vincoli normativi, quali ad esempio quelli relativi ai requisiti soggettivi di anzianità assicurativa".

(5 giugno 2012)

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Oggi è la giornata del lutto nazionale per le vittime del terremoto che ha colpito l'Emilia. Giornata che si è aperta con nuove scosse dopo quella di magnitudo 5.1 registrata alle 21.20 di domenica provocando un'altra notte di paura e di attesa nelle tendopoli e nelle strutture allestite per accogliere gli sfollati. Molti hanno invece preferito passare la notte all'aperto, chi in auto, chi in camper, qualcuno ha scandito le ore girando in bici. Oggi scuole chiuse tra il Modenese e il Mantovano.

La scossa, avvertita in tutto il Nord Italia e non solo, ha avuto epicentro nel Modenese in una zona compresa tra Novi, Cavezzo, Concordia, San Possidonio e Mirandola.

Altre tre scosse di terremoto, tutte oltre il terzo grado della scala Richter, hanno interessato la zona compresa tra le province di Modena e Mantova. Alle 9.21 la più recente, del 3.2, avvertita dalla popolazione in provincia di Modena, con epicentro tra Concordia, San Possidonio e Mirandola. Poco prima, alle 9.04, una scossa del 3.4 tra Concordia (Modena), Moglia e San Giacomo delle Segnate(Mantova). La più forte, del 3.9, alle 8.55, ancora tra Concordia, San Possidonio e Moglia

Purtroppo, oggi su tutta l'Emilia-Romagna, dopo una domenica calda e soleggiata, sono previste piogge, anche di forte intensità; la Protezione civile regionale ieri ha emesso un'allerta meteo, in vigore fino alle due della prossima notte. Poi la situazione, secondo le previsioni, migliorerà.

(4 giugno 2012)

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"Dobbiamo fare subito un accordo sindacale d'emergenza per evitare le delocalizzazioni delle produzioni industriali e rassicurare le aziende e lavoratori.". E' quanto ha detto il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni nel corso dell'incontro a Marzaglia in provincia di Modena con il Presidente della regione Emilia Romagna, Errani ed il capo della protezione civile, Gabrielli. "E' giusto che ci sia una governance unica per la ricostruzione di queste zone. Ma per evitare le infiltrazioni di aziende spregiudicate o mafiose facciamo come in un Umbria: selezioniamo le imprese più' serie e non consentiamo a nessuno il massimo ribasso negli appalti".

Visita alla tendopoli di Mirandola per Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Dopo Marzaglia (Modena), dove hanno visitato il Centro di coordinamento dei soccorsi per l'emergenza post terremoto, i leader sindacali di Cgil, Cisl e Uil si sono recati a Mirandola, sempre in provincia di Modena, per incontrare i delegati dei lavoratori e i dirigenti locali dei sindacati. Accompagnati dal governatore dell'Emilia Romagna, Vasco Errani, commissario straordinario per la ricostruzione, Camusso, Bonanni e Angeletti hanno parlato con i volontari che prestano opera di assistenza agli sfollati. Insieme al sindaco di Mirandola i segreteri delle tre confederazioni sindacali hanno poi pranzato nella tendopoli. La visita nelle aree dell'Emilia colpite dal terremoto e' poi continuata per Camusso, Bonanni e Angeletti a Cento, in provincia di Ferrara e quindi a Crevalcore, in provincia di Bologna. I leader sindacali hanno avuto modo di ascoltare le testimonianze dei volontari che prestano la loro opera nelle tendopoli ma soprattutto di ascoltare dalla viva voce degli sfollati le piccole e grandi difficolta' quotidiane. Soprattutto il tema delle aziende colpite dal sisma e' stato al centro dei colloqui durante la visita nell'area emiliana. Ai leader sindacali sono state raccontate anche numerose storie di generosita', come quelle delle grandi aziende che hanno deciso di donare viveri di prima necessita' in quantita' ingenti, ma anche sorprendenti storie di cittadini che colpiti dal dramma del terremoto hanno deciso di prestare la loro opera come volontari. Tra questi anche decine di extracomunitari, tra cui numerosi marocchini, indiani, senegalesi che sono impegnati nel dare una mano a chi ha bisogno.

Nei territori colpiti dal terremoto in Emilia c'è già qualcuno che chiede di ritornare nelle proprie abitazioni che sono state danneggiate lievemente dal sisma o non lo sono state per niente. Ma il Capo della Protezione civile Franco Gabrielli ha chiesto cautela. "Mi rendo conto che c'è chi vuol tornare a casa, ma dobbiamo essere cauti perché non vogliamo pagare altri costi all'imprudenza" ha detto Gabrielli dal Centro unificato di Protezione civile di Modena a Marzaglia, nel giorno in cui i segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani. Tornando sul tema del possibile impiego dei militare per la ricostruzione e il presidio del territorio ha ribadito: "L'Esercito è importante per alcune attività come ad esempio il Genio o interventi specifici. L'idea di impegnare l'Esercito è un po' datata". Anche perché "il sistema di Protezione civile nazionale mette in campo 4mila unità, si muove per capire le reali esigenze del territorio". Adesso, "passata la fase acuta dell'emergenza ci muoviamo per capire le esigenze del territorio".

LA CRONACA - Quando si deve pensare a un lavoro che non c'e' piu' o quando si dorme in giardino, davanti alla casa distrutta, tutto il resto viene dopo. Anche le polemiche sulla parata del 2 giugno a Roma. Si fa, non si fa, sobria, fastosa. Nelle tendopoli allestite nel Modenese e fra gli sfollati che preferiscono passare la notte in auto piuttosto che rientrare in camera con l'incubo che una scossa faccia crollare tutto, il dibattito sulle celebrazioni per la Festa della Repubblica ha poca presa. Le priorita' sono altre. Se c'e' una richiesta da fare allo Stato e': ci stia vicino. Basta. Luca Carafoli, 29 anni, vive in tenda davanti casa, a Mirandola. ''La polemica non mi interessa - spiega - l'importante e' che lo Stato non ci lasci soli. Per esempio, perche' il presidente Monti, dopo la seconda scossa non si e' fatto vedere? E' venuto dopo la prima, e' stato qua un'ora e poi e' andato via. Mi aspettavo qualcosa di piu'''. Sua moglie Cecilia, 24 anni, e' parecchio piu' arrabbiata. Secondo lei, ''questa parata del 2 giugno e' stata fuori luogo. Ricordiamoci che c'e' stato un terremoto, che ci sono stati dei morti, che c'e' gente senza casa. Spendere dei soldi per una cerimonia simbolica e' uno spreco. Quei sette milioni potevano darli alle famiglie degli sfollati, no?''. Mirandola e' uno dei centri piu' colpiti dal terremoto. Il sindaco Maino Benatti da giorni si da' da fare nelle tendopoli. In piu', oggi e' giorno di visite. Prima il ministro Andrea Riccardi, poi i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Luigi Angeletti e Raffaele Bonanni. ''La parata e' stata comunque un segnale positivo - dice il primo cittadino - Ma ora basta con le polemiche. Le persone che sono nelle tendopoli hanno altro a cui pensare. L'importante e' che non vengano mai lasciate senza punti di riferimento''. Accanto alla tendopoli, la protezioni civile ha tirato su una mensa per chi - praticamente tutti - ancora non e' tornato in casa. Fra loro c'e' Alfonso Menichini, napoletano 'trapiantato' nel Modenese. ''Abbiamo perso la casa e il lavoro - racconta - Cosa puo' mai importarmi della parata del 2 giugno? A quella ci pensino i politici, che devono far polemica e devono trovare un modo di apparire. Io devo pensare a ristrutturare la casa. Ma con quali soldi, se non c'e' uno stipendio?''. Rosa Scognamiglio lavorava nella Aries di Mirandola. Il capannone e' crollato, uccidendo il proprietario, Mauro Mantovani. ''Gran brava persona - ricorda Rosa - Lui e' morto, la ditta e' chiusa, io dormo in macchina e mangio alla mensa della protezione civile. La polemica sulla parata del 2 giugno e' una cosa molto lontana da qua. E questa distanza non si misura in chilometri''.

LA DELOCALIZZAZIONE LOCALE - Lo spettro temuto da tutti e' ora quello dei 'traslochi di notte'. Cioe' che le aziende, visti i danni alle strutture provocati dal sisma, per non perdere le commesse decidano di 'imballare' in fretta e furia le linee produttive e lasciare l'Emilia, per provare a far ripartire la produzione altrove. Per evitarlo la Regione lavora ad una delocalizzazione intelligente, cioe' locale. Brucia ancora da queste parti il tentativo di trasferire gli impianti della Magneti Marelli di Crevalcore (il comune del Bolognese piu' colpito dal sisma) verso la sede di Modugno (Bari), bloccato in extremis dai lavoratori cui e' venuto mercoledi' a dare man forte pure Maurizio Landini della Fiom. ''Lavoreremo per far si' che quelle imprese che hanno bisogno di fare produzione subito si possano spostare con un accordo tra sindacati e imprenditori'', ha rassicurato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, dopo aver incontrato i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Camusso, Bonanni e Angeletti. I sindacati infatti sono disponibili a sedersi a un tavolo e dire si' a trasferimenti degli operai, purche' temporanei e con la Regione garante. A tirare le file dell'operazione e' Giancarlo Muzzarelli, assessore alle Attivita' produttive, che ieri sera ha fatto il punto con gli imprenditori di Confindustria a Medolla. Per dar loro certezze sulla tempistica della ricostruzione c'e' da oggi l'ordinanza Errani-Gabrielli che autorizza i professionisti privati a giudicare l'agibilita' delle strutture. Bisogna decidere in fretta chi puo' ripartire, chi deve fare lavori e chi deve demolire. Tenendo bene a mente, come ha detto anche il capo della Protezione civile, che non va pregiudicata la qualita' degli interventi, che devono rispettare norme di sicurezza e antisismiche. Errani e il Governo inoltre hanno lavorato per una misura, che potrebbe vedere la luce gia' nel prossimo consiglio dei ministri, per un fondo di rotazione per le imprese con una dotazione da 500 milioni di euro. Tra le misure in incubatrice anche quella per l'erogazione (attraverso la Cassa Depositi e Prestiti) di mutui di 15 anni a tasso zero per chi deve rimettere a posto o costruire una fabbrica. Ma parte di questi soldi andranno anche a sostenere la 'delocalizzazione locale'. Visto che per ricostruire e ristrutturare ci vorranno mesi, per salvare la capra (le imprese) ma anche i cavoli (le loro commesse), il diktat da queste parti e': trasloco si', ma nel raggio di pochi km e per un tempo limitato. Regione con Comuni, Province e associazioni imprenditoriali stanno facendo un censimento dei capannoni e delle strutture industriali 'sfitte'. Sui cui proprietari Muzzarelli si appresta a fare una 'moral suasion': ''Chiediamo ai proprietari uno sforzo per concedere affitti a prezzi 'calmierati'''. (Ansa).

Per saperne di più, leggi altre notizie sul sito Cisl

(2 giugno 2012)

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