Alluvione in Sardegna. Il Paese si è fermato per ricordare le vittime

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Il Consiglio dei ministri ha deciso di indire per oggi il lutto nazionale in ricordo delle vittime dell'alluvione che ha colpito la Sardegna.

Intanto si lavora duramente per mettere in sicurezza il territorio e renderlo agibile dopo i gravi danni provocati dall'alluvione. "Nell'oristanese a Uras, Terralba, Solarussa e nelle borgate di San Quirico e Tiria serve un Piano per utilizzare i lavoratori cassintegrati che ora godono di ammortizzatori sociali". Sostiene la segretaria della Cisl di Oristano, Federica Tilocca, che ha
indirizzato una richiesta in questo senso al presidente della Regione, Ugo Cappellacci.
Secondo Federica Tilocca è il momento di trovare una soluzione legislativa che riesca a coniugare l'emergenza del disastro naturale e quella del lavoro che non c'è. È anche arrivata l'ora, sostiene la dirigente della Cisl, di mettere in moto la macchina burocratica regionale per far sì che le risorse a disposizioni possano essere spese nel giro di pochi giorni.

Gli eventi calamitosi che hanno devastato il territorio nazionale, dimostrano delittuosamente che ancora oggi non si fa prevenzione nell'intero Paese". Lo dichiara Pompeo Mannone, Segretario Generale della Federazione nazionale della sicurezza Cisl. "In riferimento al dramma che ha coinvolto vaste zone della Sardegna- continua Mannone- abbiamo purtroppo assistito nuovamente al solito rimbalzo di responsabilità che mette in evidenza come il sistema complessivo della protezione civile necessiti di essere riformato individuando con precisione compiti e funzioni specifici di ogni livello istituzionale e che le procedure di allertamento della popolazione siano definite organicamente. Inoltre, in merito alla gestione delle emergenze, è necessario e responsabile superare le 'duplicazioni istituzionali' esistenti anche in ragione della grave crisi economica in cui versa il Paese". "E' indispensabile infatti- conclude Mannone- razionalizzare ed ottimizzare le risorse umane e finanziarie già a disposizione tramite il passaggio della competenza della gestione delle emergenze, oggi affidata al Dipartimento della Protezione Civile, nel suo posto istituzionale naturale, il Ministero dell'Interno, al Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa Civile".

Cordoglio, infine, ma anche solidarietà dai minatori della Carbosulcis che sono vicini alle famiglie colpite dall'alluvione ed hanno deciso di aprire una sottoscrizione a favore di chi in questi giorni ha perso tutto.

(aggiornato 22 novembre 2013)

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Emergenza alluvione mette in ginocchio la Sardegna  le vittime sono salite a 18 tra loro anche diversi bambini, due dispersi, migliaia gli sfollati e la macchina dei soccorsi sta lavorando a ritmo incessante. Il Consiglio dei ministri, riunito stamattina d'urgenza dal premier Enrico Letta, ha stanziato 20 milioni di euro per i primi aiuti. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano segue passo passo l'evolversi della situazione in contatto diretto con le prefetture.
Anche la Giunta sarda è riunita per deliberare lo stato di calamità e fondi aggiuntivi pari a 5 milioni di euro rispetto a quelli nazionali. Aiuti sono attesi anche dall'Unione europea, nel frattempo il presidente della commissione Barroso ha espresso il cordoglio alle famiglie delle vittime. Franco Gabrielli, il capo della Protezione civile nazionale, è in Sardegna dalle prime ore del mattino per coordinare le operazioni di soccorso. Insieme a lui anche il governatore Ugo Cappellacci, sui luoghi della tragedia già da ieri notte. Atteso invece per il primo pomeriggio il ministro della Difesa Mario Mauro che ha garantito la disponibilità di uomini e mezzi dell'esercito.
Le zone più colpite restano Olbia e l'intera Gallura, la Baronia, sulla costa centro-orientale, il nuorese e alcuni aree del Campidano. L'evento che ha messo in ginocchio l'isola è stato del tutto eccezionale.
"In sole 24 ore - ha detto Gabrielli - è sceso un quantitativo di pioggia pari a sei mesi con punte di 450 millimetri nella zona di Orgosolo nelle ultime 12 ore. Con queste quantità non ci sono territorio al riparo".
Per la Coldiretti in 306 comuni sardi su 377, pari al 81% del totale, ci sono porzioni di territorio ad elevato rischio idrogeologico per frane e alluvioni. Tutta la macchina dei soccorsi è in moto. Almeno 350 i vigili del fuoco mobilitati con doppi turni di lavoro, centinaia gli uomini delle forze dell'ordine che operano ininterrottamente dalla notte scorsa.
Migliaia gli sfollati, molti dei quali hanno dormito in hotel o strutture pubbliche messe a disposizione dai comuni. Scuole chiuse nei centri più colpiti dal ciclone e ancora difficoltà nei collegamenti viari con il blocco di strade allagate, sprofondate o invase da frane. Riaperto invece stamattina l'aeroporto di Olbia Costa Smeralda.

La Cisl sarda - ha detto il segretario generale Oriana Putzolu - esige risposte tempestive e concretee concrete. Sia per attivare le necessarie azioni a dei familiari, sia per adottare gli interventi opportuni per far uscire le persone - direttamente e indirettamente colpite dal maltempo - dall'attuale emergenza. Soprattutto in questi momenti deve scattare la solidarietà in tutte le forme possibili e gli iscritti Cisl faranno la loro parte. La dichiarazione dello stato di calamità naturale deve costituire solamente il primo passo di una serie di provvedimenti, ad iniziare dalla prossima Finanziaria regionale in discussione in questi giorni nella competente commissione del Consiglio regionale.
La Cisl auspica che la legge di contabilità per il 2014 cominci a delineare, con provvedimenti normativi, il disegno di una nuova politica per la tutela dell'ambiente e del territorio. Le morti avvenute non sono totalmente imputabili alla fatalità, ma in parte dipendono dall'abbandono dell'ambiente, dallo spopolamento del territorio e dall'uso indiscriminato delle risorse non riproducili.

ASCOLTA AUDIO. Putzolu (Cisl sarda), su alluvione Sardegna

 

(19 novembre 2013)

 

 

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