LEGGE di stabilità: ok del Senato, ora passa alla Camera

CONTI PUBBLICI

 

La Legge di Stabilità ottiene la fiducia al Senato. Una lunga seduta dell'aula, caratterizzata da contestazioni sulle modifiche formali proposte al testo dell'emendamento del governo, si è conclusa con 171 senatori che hanno votato a favore della fiducia e 135 contro. Il voto è un "risultato molto significativo" che ci "dà forza, coesione e prospettiva per tutto il 2014", ha detto questa mattina il premier Enrico Letta, incontrando la stampa a palazzo Chigi. "Userò questa forza per accelerare il percorso di riforme perché il Paese ne ha bisogno". Il premier si è espresso anche sulla durata della legislatura. "L'orizzonte temporale del governo non cambia e resta quello del voto di fiducia del 29 aprile".Non ci sarà nessun rimpasto di governo. "Presto incontrerò le forze politiche che fanno parte della maggioranza per mettere a punto il percorso", ha spiegato Letta.Ieri la rottura di Forza Italia. "Non merita la nostra fiducia", ha detto il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani. "Questa è la legge di stabilità delle poltrone", aveva detto Silvio Berlusconi in mattinata parlando ai suoi parlamentari, anticipando così il giudizio negativo e il passaggio all'opposizione.L'altra scommessa di Letta e del Governo dipende dai contenuti della legge di Stabilità che dovrebbe favorire la ripresa dell'economia nel 2014, anche grazie ad alcune misure innovative inserite all'ultimo nel provvedimento, mentre Letta ne profila altre nel passaggio alla Camera.

Al sindacato interessa che si abbassino veramente le tasse con un "taglio vigoroso". Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, intervenendo a "Baobab" su Rai Radio1. "Letta ci ha detto che è disponibile a fare qualcosa con un emendamento alla Camera per abbassare le tasse per lavoratori e pensionati e le imprese che investono - ha aggiunto - spero lo faccia davvero: tagliare le tasse senza se e senza ma". Bonanni ha poi sottolineato "che si faccia qualcosina adesso rispetto a quello che ci hanno tolto nelle altre operazioni è senz'altro un fatto positivo. Però l'economia ha perso ogni tempo disponibile: o riceve una grande spinta dai consumi, che può venire solo da un taglio vigoroso delle tasse, altrimenti noi crepiamo per posti di lavoro che le aziende non potranno più produrre".

C'è da dire che l'approvazione della legge di stabilità da parte del Senato è avvenuta in un clima convulso. La commissione Bilancio non è riuscita a completarne l'esame e alle 3 della notte tra lunedì e martedì ha gettato la spugna. Il governo intendeva porre la fiducia sul testo approvato dalla Commissione e così si è trovato spiazzato. È stato così presentato un maxi-emendamento che ha recepito tutte le modifiche votate in Commissione, più gli emendamenti presentati ma non votati dal governo e dai relatori, Giorgio Santini(Pd) e Antonio D'Alì (Ncd). Il testo è stato evidentemente steso in fretta e furia visto che presentava errori anche materiali che hanno ritardato poi i lavori d'aula, provocando la polemica politica delle opposizioni.

Tra queste ultime per la prima volta ufficialmente è stata annoverata Forza Italia, dopo che lo era stata solo a livello di dichiarazioni polemiche da parte dei "falchi" nelle settimane scorse. Di qui il commento di Letta che questo passaggio ha almeno fatto "chiarezza" ed ha reso il governo più forte. Certo tutta questa chiarezza forse non viene percepita dall'esterno, tanto è vero che il presidente della Commissione Europea Barroso ha telefonato a Berlusconi per convincerlo a votare per il governo. Cosa che non è avvenuta e a tarda sera i senatori di Forza Italia non hanno votato la fiducia.

Ecco in dettaglio le misure:

TASSE CASA. Arriva la Iuc, la nuova imposta unica comunale, che per la parte patrimoniale non riguarderà la prima casa, e che conterrà per tutti, abitazioni principali comprese, la tassa sui servizi e quella sui rifiuti. L'aliquota massima sarà al 10,6 per mille. Circa 500 milioni saranno assegnati ai Comuni per l'introduzione di detrazioni.

CUNEO FISCALE. Il Senato ha ristretto la platea dei beneficiari ai redditi sotto i 35mila euro (il governo aveva fissato l'asticella a 55mila euro) e l'ha concentrata su quelli più bassi, favorendo in particolare quelli tra i 15mila e i 18mila euro a cui andrà uno sconto di 225 euro annui.

PENSIONI D'ORO PAGANO CARTA ACQUISTI. Cresce il contributo di solidarietà a carico delle pensioni d'oro che scatta a partire dagli assegni sopra i 90mila euro. Dal primo gennaio 2014 e per un periodo di tre anni, sugli importi dei trattamenti pensionistici sopra i 90mila euro il contributo di solidarietà è pari al 6% della parte eccedente del predetto importo, su quelli sopra i 128mila euro è pari al 12% e su quelli sopra i 193mila euro è pari al 18%. Le risorse che arriveranno saranno destinate alla carta acquisti ma anche a forme di inclusione dei poveri, primo passo verso l'introduzione di un reddito minimo.

STRETTA BILANCI MUNICIPALIZZATE. Salta l'obbligo di dismissioni delle partecipate (peraltro previsto dal 2010 e sinora rinviato) e c'è una stretta sugli enti locali con partecipate in rosso: il Comune, a fronte di perdite in capo alla società o all'ente partecipato, deve effettuare un accantonamento di bilancio di pari ammontare che verrà resa di nuovo disponibile solo se c'è un ripiano effettivo delle perdite.

IMU BENI IMPRESE DEDUCIBILE AL 30% IN 2013. E lo sconto scenderà al 20% nei due anni successivi.

RISORSE PER EMERGENZA SARDEGNA. In arrivo circa 103 milioni di euro per la messa in sicurezza e il ripristino del territorio della Sardegna dopo l'alluvione.

PIATTAFORMA GARANZIA PMI-MUTUI, RUOLO CDP. Estesi poteri di intervento della Cdp a favore delle Pmi per il sostegno all'economia, anche con la garanzia dello Stato. Nasce un 'sistema di garanzia nazionalè che si articola in tre direzioni: un fondo di garanzia per le Pmi, una sezione di questo fondo dedicata alla ricerca e l'innovazione e un fondo per i mutui prima casa delle famiglie.

CARTELLE EQUITALIA, NON SI PAGANO INTERESSI MORA. Nel maxiemendamento entra la rottamazione delle cartelle esattoriali. Imposte e sanzioni si pagheranno al 100%, mentre vengono azzerati gli interessi.

ISOLA DI BUDELLI. Lo Stato avrà il diritto di relazione sull'acquisto dell'Isola. Stanziati i 3 milioni di euro necessari.

COSTI STANDARD. Verranno applicati dal 2015 anticipando di un anno quanto previsto.

UN ANNO IN PIU PER RIVALUTAZIONE BENI IMPRESA-TERRENI. I termini per la rivalutazione dei beni di impresa e dei terreni edificabili slittano al 1 gennaio 2014. La perizia giurata dovrà essere effettuata il 30 giugno 2014.

ELECTION DAY FINO ALLE 23. Dal 2014 ci sarà l'election day e le operazioni di voto si svolgeranno in una sola giornata, dalle 7 alle 23. La manovra prevedeva già l'election day ma la modifica allunga di un'ora l'apertura dei seggi.

AUTOSTRASPORTO. Le risorse ammontano ad oltre 300 milioni di euro.

RISORSE A CALAMITÀ NATURALI DA TAGLIO FONDI PARTITI. Il taglio che due anni fa decurtava i fondi ai partiti andrà a finanziare il fondo sulla calamità naturale.

SALTANO NUOVI STADI, SI AMMODERNANO QUELLI VECCHI. Viene integrato il fondo di garanzia presso l'istituto del credito sportivo per l'ammodernamento di impianti sportivi già esistenti e non per finanziare la costruzione di nuovi.

(27 novembre 2013)

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 E fiducia su maxiemendamento del Governo al ddl Stabilità alla fine fu.  Il governo ha posto la questione di fiducia sulla legge di stabilità depositando, in aula al Senato, il maxiemendamento che recepisce alcune modifiche esaminate in commissione Bilancio. Ad annunciare il testo, su cui in tarda serata si voterà la fiducia, é stato il ministro ai Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini. Il maxiemendamento é arrivato dopo circa un'ora e mezzo di riunione, non facile, tra esecutivo e relatori. Nella sala del governo a palazzo Madama si sono ritrovati il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, il viceministro Stefano Fassina, il sottosegretario Pier Paolo Baretta, il ministro Franceschini, i due relatori Giorgio Santini (Pd) e Antonio d'Alì (Ncd) e il presidente della commissione Bilancio Antonio Azzollini. Il confronto, riferiscono fonti parlamentari, ha avuto, a tratti, toni anche piuttosto accesi. A svelare la strategia del Governo è stato, in mattinata, Franceschini. Le misure per regolamentare l'Opa "non entreranno nel maxiemendamento ma saranno inserite in un provvedimento successivo", chiarisce poi il viceministro Fassina. Preoccupato per la fiducia? "Andrà tutto bene", confida il premier Enrico Letta.

Appena nata e già si perdono le tracce della Trise. La nuova Imposta unica comunale, infatti, si chiamerà "Iuc". Non si applicherà alla prima casa e l'aliquota massima sarà del 10,6 per mille. E porterà in dote ai sindaci italiani ulteriori 500 milioni da destinare alle detrazioni sulle abitazioni principali soprattutto per le famiglie più deboli. È questo il contenuto dell'emendamento dei relatori del ddl Stabilità, depositato in commissione bilancio al Senato.

Si lavora ancora per trovare le risorse per coprire la deducibilità della vecchia Imu e della nuova Iuc da parte delle imprese - deducibilità ai fini Ires e Irpef nella misura del 30%, contro il 20% previsto dal governo con il disegno di legge di stabilità. Nessuna modifica invece alle aliquote della componente servizi (Tasi), l'1 per mille a regime e del 2,5 per mille per l'anno d'imposta 2014.

Secondo quanto precisato dal sottosegretario Legnini, la nuova Iuc rinomina di fatto la tassazione sulla casa, con l'Imu che non sarà più dovuta, la parte dei servizi con la Tasi e quella sui rifiuti con la Tari. Il Pdl e ora anche Ncd la spuntano, almeno formalmente, sull'esclusione dell'abitazione principale dalla nuova imposta comunale. Il Pd tiene fermo il principo federalista del prelievo lasciando ai sindaci la decisione sulle detrazioni da applicare sulla prima casa, e che di fatto consentiranno di non far pagare l'imposta a quanti con la nuova Tasi sarebbero stati a chiamati a farlo per la prima volta.

(26 novembre 2013)

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