Pubblicato il quinto volume della Collana ISCOS intitolato "Dialogo sociale e delocalizzazione: viaggio nella realtà del settore tessile abbigliamento e calzaturiero della Romania e Bulgaria", parte integrante del progetto appena concluso intitolato "Partecipazione e democrazia economica nei processi organizzativi dei settori tessile e calzaturiero in Italia, Romania, Bulgaria e Turchia" co - finanziato dalla Commissione Europea. La ricerca mostra uno spaccato della situazione economica e sociale dei due Paesi dell'Europa Orientale in un momento particolarmente delicato come quello attraversato, tra crisi finanziaria ed economica, all'interno di uno dei settori più sensibili al cambiamento economico; una serie di tavole grafiche illustrano in breve la tendenza economica dei settori tessile e calzaturiero. Al suo interno un approfondimento sulla situazione dei lavoratori stranieri nell'industria tessile e abbigliamento in Romania, quali condizioni di lavoro, nuovi problemi da affrontare per tutelare chi arriva da lontano, come prepararsi a un fenomeno ancora nuovo ma in continuo accrescimento.
Durante la ricerca si è svolta anche la formazione di quadri sindacali, con la realizzazione di quattro seminari in differenti città della Romania e della Bulgaria ai quali hanno preso parte, oltre alla rappresentanza di FEMCA-Cisl e FILTEA-Cgil, tutte le federazioni del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero della Romania e la federazione dell'industria leggera della Bulgaria. I seminari sono stati una opportunità di scambio su differenti questioni, quali la struttura e la situazione economica del settore in Italia e nei due Paesi Balcanici e possibili prospettive future, la contrattazione e la rappresentanza sindacale, in un momento in cui al primo processo di delocalizzazione si è susseguito uno di "de-delocalizzazione" da queste aree. I due Paesi messi a confronto hanno seguito nel corso di questi ultimi venti anni un percorso analogo, si trovano oggi ad avere la stessa tipologia di problemi, dai bassi salari del settore che restano ancora al di sotto della media nazionale, alla poca attrattività per i giovani nell'industria tessile, fino alla grave ed incessante perdita di posti di lavoro dovuta all'instabilità e alla forte dipendenza dalle commesse estere e dall'insostenibilità di un'economia legata allo sfruttamento della manodopera a basso costo. Una successiva fase del progetto ha visto la realizzazione di una conferenza a Bucarest alla quale hanno aderito il segretario generale della federazione sindacale europea del tessile abbigliamento e calzaturiero, Patrick Itschert, rappresentanti delle due federazioni turche Teksif-Turk-iş e Tekstil-Disk, del Sistema Moda Italia e l'associazione datoriale romena, oltre che dei ministeri del Lavoro e dell'Economia della Romania. I due giorni di dibattiti hanno messo in luce i problemi comuni che solo attraverso una politica di cooperazione e generale consenso di azione possono trovare un'efficace risposta all'interno del sistema economico globale.
Chi è interessato al volume "Dialogo sociale e delocalizzazione: viaggio nella realtà del settore tessile abbigliamento e calzaturiero della Romania e Bulgaria" può richiederlo gratuitamente all'Iscos (comunicazione@iscos-cisl.org)










