Barroso ce l'ha fatta. Con 382 sì, 219 no e 117 astenuti, il presidente uscente della Commissione europea è stato riconfermato a Palazzo Berlaymont dal voto dell'Europarlamento. Barroso ha ringraziato per la ''fiducia ampia'' ottenuta, e ''in modo particolare'' il Ppe che, ha detto, si è assunto il ''rischio'' di aderire per primo al suo programma, pur segnalando la sua volontà di lavorare con tutte le formazioni politiche.
''Il Parlamento e la Commissione hanno un dovere speciale nei confronti dei cittadini", ha detto Barroso. "Una Europa più forte della solidarietà e della libertà è quello che faro''', ha detto Barroso concludendo il suo breve intervento in aula. "Questo è il giusto risultato per l'Europa", ha commentato il presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek. "Una vittoria per la democrazia europea e per il Parlamento europeo". In Europa, ha aggiunto, "abbiamo bisogno di instituzioni europee forti e stabili, che siano in grado di lavorare nell'interesse dei cittadini".
Dal voto "esco con una autorità rafforzata", ha poi affermato Barroso in una conferenza stampa. "Ho presentato un programma fortemente proeuropeo, che è pubblico ed è uguale per tutti. I miei veri avversari? L'estremismo, il crudo nazionalismo e l'estremo populismo". La soddisfazione di Barroso si spiega soprattutto per aver ottenuto "più voti di quanti me ne davano i
pronostici. E gli eurodeputati che non mi hanno sostenuto pubblicamente, in particolare della sinistra, mi hanno poi sostenuto perchè hanno capito quanto intenso era il mio appello per una Europa forte". Il presidente riconfermato della Commissione ha assicurato che lavorerà "con tutti quelli che credono nel progetto europeo. Se qualcuno si vuole escludere ha il diritto di farlo ma non sono io che escludo". (cdl)










