Ai giovani italiani piace Erasmus. Non solo il programma europeo che dà agli universitari la possibilità di vivere e studiare (e possibilmente passare gli esami) per un anno in un Paese Ue. Agli italiani (e agli spagnoli) piace soprattutto l'Erasmus per i giovani imprenditori.
Il programma di mobilità e formazione, finanziato dalla Commissione europea (3 milioni per il 2009, 5 per quest'anno), interessa 24 Paesi (e tra poco sarà esteso a Danimarca, Olanda, Repubblica Ceca, Slovenia e Lettonia) e coinvolge più di 100 organizzazioni di consulenza
Il coordinamento è affidato a Eurochambres, l'associazione delle camere di commercio europee. L' Erasmus for Young Entrepreneurs (Eye) ha coinvolto nel suo primo anno 1800 imprenditori in erba, che per un periodo che va da uno a sei mesi possono affiancarsi ad un imprenditore e fare esperienza prima di avviare la propria azienda. Un modus operandi che piace molto alle nuove leve del fare impresa in Italia.
Per qualcuno è stata addirittura la "chiave del successo". Tre mesi in Spagna sono serviti a Luca Poli per lo start up della suo nuova clinica specializzata in chirurgia plastica. Ma la competenze medica e chirurgica non era sufficiente. Per il decollo dell'impresa occorreva acquisire competenze su altri fronti. "I dottori sono bravi a curare le persone ma non così bravi nella gestione d'impresa", spiega Poli a euractiv.com.
"Quello che cercavo era un imprenditore esperto che potesse ampliare le mie minime conoscenze in marketing e comunicazione. Le cose che ho imparato sulla comunicazione, per esempio, mi stanno aiutando a far conoscere la mia imprese a un pubblico sempre più vasto".
"Eravamo certi che Eye avrebbe favorito la creazione di nuove imprese", rileva Joana Drake, direttore dell'Ufficio della promozione della competitività delle Pmi presso il dipartimento impresa e industria della Commissione europea. "Il nostro programma potrà ampliare il raggio d'azione delle piccole e medie imprese, affinchè siano più dinamiche e creative"
"Il rapporto che si viene a creare tra impenditore senior e junior nei mesi dell' Erasmus - osserva Ben Butters, direttori degli affari europei di Eurochambres, offre chiaramente alle due parti un'opportunità per una futura collaborazione e nuove prospettive sulle attività imprenditoriali presenti e future".
Il programma Eye prevede un budget per i giovani imprenditori che si trasferiscono all'estero di massimo 1.100 euro al mese. La Commissione ritiene che l'Europa non sfrutta come dovrebbe il suo potenziale imprenditoriale e punta a incentivare la creazione di imprese. Olltre il 50% dei giovani europei si dicono interessati a seguire un percorso imprenditoriale, rileva Bruxelles, ma sono davvero pochi quelli che "mettere in pratica le loro ambizioni". Le imprese europee poi, è il rammarico dell'esecutivo comunitario, continuano a concentrarsi sul mercato interno, piuttosto che sfruttare le opportunità commerciali in altri Stati membri: appena l'8% delle Pmi esportano i loro prodotti e servizi all'interno dell'Unione europea.
Pi.Ar.
(25 febbraio 2010)










