Ces, 5 proposte per ripresa e occupazione

EUROPA

Un vertice con Herman Van Rompuy, alla vigilia della riunione informale dell'11 febbraio tra i capi di Stato e di governo. Una delegazione della Confederazione europea dei sindacati (Ces), ha incontrato questa sera il presidente del Consiglio europeo per chiedere garanzie e provvedimenti concreti a favore dell'occupazione e della giustizia sociale. La delegazione della Ces era composta dal presidente, Wanja Lundby-Wedin, il segretario generale, John Monks, e i rappresentanti dei sindacati di Spagna, Belgio e Ungheria (rispettivamente attuale e prossimi Paesi ad avere la presidenza di turno Ue)

"Dopo aver salvato le banche, bisogna ora salvare l'occupazione", ha detto John Monks, che ha espresso tutta la preoccupazione dei sindacati europei sulla seconda fase della exit strategy dalla crisi ("la Banca centrale europea deciderà nel board di marzo sull'ulteriore ritiro delle misure adottate per aiutare il sistema creditizio a fronteggiare la crisi", ha affermato oggi il presidente della Bce Jean Claude Trchet), che la Ces definisce prematura: a crescere infatti è solo la disoccupazone e le economie degli Stati membri

Ai capi di Stato e di governo la Ces propone cinque linee di sviluppo per la ripresa economica e la difesa e il rilancio dell'occupazione:

Investimenti pubblici ("la spesa pubblica non deve essere considerata solo come un costo") pari a un punto di pil, per favorire la crescita e creazione di posti di lavoro. Politiche industriali, innovazione e ricerca e crescita "verde"; formazione per i giovani; sostegno al potere d'acquisto, investimenti nella protezione socuiale e nei servizi pubblici, "che si sono rivelati fattori di stabilità, evitando che la recessione si trasformasse in depressione"; contrasto alle disuguaglianze e al lavoro sommerso e precario, per favorire l'inserimento regolare soprattutto dei lavoratori immigrati; regolazione dei mercati finanziari, per evitare un altro global shock come quello del settembre 2008.

Pi.Ar.

(4 febbraio 2010, ore 20.14)

IL DATO. Ristrutturazioni, - 80mila posti in 3 mesi

Nell'ultimo trimestre 2009 sono stati 285 i casi di ritrutturazione nell'Ue, con 100mila posti persi e 20mila creati (il livello più basso dal 2004)

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