Una lettera è stata inviata dai sindacati europei a tutti i capi di Stato e di governo degli stati membri dell'Ue e ai presidenti della Commissione europea e del Parlamento europeo. Secondo John Monks, segretario generale della Ces, "il dialogo sociale è una componente essenziale del modello europeo, ed i diritti fondamentali - che sono la libertà d'associazione, la contrattazione collettiva e l'azione collettiva - sono indispensabili al suo funzionamento regolare. Particolarmente in questo periodo di crisi, causata da un capitalismo sfrenato e sregolato, è assolutamente essenziale che i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali possano svolgere il loro ruolo contro-di potere. Il mercato interno ed i suoi principi di libera circolazione non devono essere utilizzati a favore del dumping sociale, ma condurre al progresso sociale per tutte e per tutti, che è l'obiettivo che i trattati europei hanno sempre ricercato".
Riunita ieri e l'altroieri a Parigi in occasione della sua Conferenza di metà-mandato, la Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha vivamente indotto il Consiglio europeo a superare l'impasse sulla necessità di adottare un impegno vincolante e non ambiguo in relazione ai diritti sociali fondamentali, il prossimo giugno, in occasione dell'esame delle garanzie di assegnare all'Irlanda prima del suo referendum sul trattato di Lisbona. (Ra.Vi.)










