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Germania: elezioni regionali in tre Laender, in calo la Cdu della Merkel

EUROPA

 

di Andreina Bonanni

Francoforte (nostro servizio) - Una campagna elettorale insicura, senza profilo e chiari contenuti, viene rimproverata alla Cancelliera Angela Merkel, dopo le pesanti perdite della Cdu alle elezioni regionali domenica in tre Laender tedeschi a quattro settimane dalle legislative. In Turingia e Saar il partito cristiano democratico della cancelliera ha perduto la maggioranza assoluta e non potrà più governare da solo, rischiando di finire anche all'opposizione. Anche in Sassonia, sebbene abbia tenuto ed è in grado di continuare a governare con la vecchia coalizione, sono state registrate perdite e una partecipazione al voto disastrosamente bassa. La Spd non arriva in nessuno dei tre Laender sopra il 25% nè registra balzi in avanti ma almeno non frana e può gioire della frenata Cdu. L'esito del voto, anche se in parte previsto, rimescola le carte alla vigilia delle politiche, che si terranno il 27 settembre, e ravviverà una campagna giudicata dai commentatori finora molto noiosa. Per la prima volta si profila ora la possibilità concreta di coalizioni con la Linke (al governo finora solo nel Land di Berlino con la Spd).
Per Angela Merkel inoltre il messaggio è che la vittoria non ce l'ha già in tasca, come avevano fatto pensare i sondaggi effettuati finora. "Una cosa è certa, nero-giallo non è gradito": questo il primo commento a caldo sul voto alle regionali oggi in Germania del candidato socialdemocratico alla cancelleria alle legislative il prossimo settembre, Frank-Walter Steinmeier, riferendosi alle ipotesi di alleanza Cdu-liberali. Lo sfidante Spd, dato da un distacco irrecuperabile dalla cancelliera, Angela Merkel, sperava in un segnale positivo dal voto regionale per recuperare terreno sulla Cdu.
Reazioni analoghe sono arrivate dai sindacati che temevano un ritorno della coalizione tra la Cdu e il partito liberale Fdp, che avrebbe riproposto una politica solo per la clientela imprenditoriale. Nel caso di un governo nero-giallo, verrebbero di nuovo messi in discussioni obiettivi raggiunti con anni di lotte, come la protezione dai licenziamenti: ha dichiarato il leader del sindacato Ngg (settore alberghiero e gastronomico) Franz-Joseph Moellenberg in un'intervista. Ha inoltre aggiunto: "Sono scettico se in una tale costellazione Angela Merkel riuscirà a mantenere le sue promesse di non intervenire sulla normativa".
La Cancelliera la scorsa settimana si era incontrata con il presidente del sindacato unitario Dgb, Michael Sommer e altri esponenti dell' organizzazione per discutere della situazione sul mercato del lavoro e delle conseguenze della crisi finanziaria. Anche in tale occasione Sommer aveva messo in guardia da una "rinascita del mainstream neoliberale che ha condotto il paese alla crisi finanziaria".
Alle elezioni regionali di domenica, il partito liberale ha registrato una crescita sensibile in ogni amministrazione, ma ancora più impressionante è stato il balzo die comunisti. 
A meno di quattro settimanane dalle politiche, il voto regionale non solo penalizza pesantemente la Cdu. Venti anni dopo la caduta del Muro di Berlino, apre la strada, in Turingia ma anche nella Saar (ovest) a possibili nuove coalizioni con la Linke, il partito di sinistra finora forte solo a est, nato dalla fusione dei postcomunisti della Pds e dei ribelli della Spd capitanati dall'ex leader fuoriuscito, Oskar Lafontaine. L' ex ministro dell' economia del governo Schroeder aveva sempre messo in guardia la Spd da una politica a favore delle imprese e dei mercati finanziari e invocato il ritorno alle radici dell' ideologia socialista. Il suo trionfo spingerà ora tutti i partiti a elaborare un programma più sociale.

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