Ue, al via ufficiale la presidenza spagnola

EUROPA

 

E' partita oggi ufficialmente la presidenza spagnola Ue con la riunione a La Granja (in provincia di Segovia) del Consiglio informale dei ministri europei.
Una presidenza, quella spagnola, che prende il via insieme all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona e della figura del presidente permanente del Consiglio Europeo, affidata al premier belga, Herman Van Rompuy. Con un doppio ruolo, quindi, da definire e rodare.
Al centro della prima riunione informale ci sono stati proprio alcuni aspetti tecnici legati all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, come la possibilità di una iniziativa popolare dei cittadini europei e le nuove strategie da intraprendere. Ma anche temi di stretta attualità come l'Iran e l'immigrazione.
Il primo ministro José Luis Rodriguez Zapatero ha assicurato, nei giorni scorsi, che durante il semestre di presidenza spagnola, il suo paese cercherà di dare vita a politiche comunitarie più forti. Ma tali politiche, ha avvertito, saranno sostenibili solo se il modello di welfare "che contraddistingue l'Europa" riuscirà a superare la crisi economica globale. La priorità della presidenza spagnola, ha spiegato Zapatero, sarà quella di dare maggiori diritti ai cittadini dell'Ue, specie per quel che riguarda l'uguaglianza e le pari opportunità.
Per la Spagna, segnalano i principali quotidiani locali, in ogni caso si tratta di una responsabilità "condivisa" con il nuovo governo europeo. Il presidente del consiglio Ue non sarà infatti Zapatero, ma proprio Herman Van Rompuy. E il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt lascerà il suo mandato nelle mani della britannica Catherine Ashton e non del collega spagnolo Miguel Angel Moratinos.

Per Zapatero, la presidenza spagnola arriva in un momento di snodo, con grandi cambiamenti che caratterizzeranno i prossimi sei mesi: la crisi che sta per cedere il passo alla ripresa, il trattato di Lisbona appena entrato in vigore che sta cambiando e cambierà l'architettura istituzionale della Ue. Per il capo del governo, "l'obiettivo dei prossimi sei mesi è quello di un avanzamento qualitativo della unione economica". In questo quadro potrebbe anche esserci una revisione dei rapporti con la Bce e un rafforzamento del ruolo dell'Eurogruppo. Gli Stati membri, insomma, vogliono essere più coinvolti nelle scelte sulla politica dei tassi, pur nel rispetto dell'indipendenza della banca centrale.
E i sindacati europei riuniti nella Confederazione europea dei sindacati (Ces) hanno già pronto il loro memorandum per il nuovo semestre.
Nella sua Dichiarazione di Parigi, la Ces sollecitò un nuovo Patto sociale che mantenesse i posti di lavoro e ponesse le condizioni per crearne di migliori e di qualità. Nel loro nuovo documento - che Conquiste è in grado di anticipare - i sindacati si dicono preoccupati per quei governi che stanno prematuramente abbandonando gli incentivi applicati in molti paesi.
Tra gli altri temi affrontati dal documento, l'agenda del cambiamento climatico; la transizione effettiva dal Trattato di Nizza a quello di Lisbona; la lotta agli eccessi del capitalismo finanziario; aumento dei salari e miglioramento della contrattazione collettiva. I sindacati, infine, non trascurano di fare il punto su nuove o pendenti proposte legislative: la direttiva sull'orario di lavoro; sulla portabilità dei diritti pensionistici; la conciliazione tra lavoro e famiglia; la migrazione.


Raffaella Vitulano

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