Aol, mille licenziamenti negli Usa ed in Europa

FUSIONI E ACQUISIZIONI

 

Fallito il piano di esodo volontario, che nelle intenzioni della società avrebbe dovuto ridurre di un terzo la forza lavoro complessiva, Aol si prepara ora a licenziare oltre mille impiegati in Usa ed Europa. Lo ha annunciato il fornitore di servizi internet, che ieri sera ha notificato i primi licenziamenti ai dipendenti statunitensi.  I tagli fanno parte di una più ampia ristrutturazione che per l'Europa prevede la chiusura di alcuni uffici, a cominciare da quelli spagnoli e svedesi. La riduzione del personale interesserà anche Francia, Germania e Regno Unito. Aol ha iniziato a incontrare i dipendenti europei ieri; il numero esatto di tagli non è stato ancora stabilito. Sempre ieri la compagnia ha comunicato i primi licenziamenti negli Stati Uniti, ma la maggior parte delle notifiche avverrà domani.
L'azienda aveva presentato a novembre un piano per tagliare 2.300 posti e risparmiare così 300 milioni di dollari all'anno. Il fornitore di servizi online americano, Aol, ex divisione del gruppo Time Warner, uscirà dal mercato tedesco nell'ambito di un profondo piano di ristrutturazione che prevede la riduzione di un terzo del proprio organico a livello globale.
La società abbandonerà la Germania con la prevista chiusura degli uffici di Amburgo, Monaco di Baviera, Francoforte e Duesseldorf. La decisione riguarda 140 dipendenti nel Paese, ma i clienti tedeschi potranno continuare a usare i servizi Internet dell'azienda, ha detto un portavoce alla Ndr online.
La ristrutturazione prevede anche la chiusura delle sedi in Spagna, Svezia e Francia.

Ericsson ha intanto acquisito l'italiana Pride, società di circa mille dipendenti specializzata nella consulenza e nell'integrazione di sistemi dell'information and communication tecnology (Ict). I termini dell'operazione - annunciata in una conferenza stampa a Milano - non sono stati resi noti, ma la chiusura dell'accordo è attesa entro il 1 febbraio prossimo.
Negli ultimi cinque anni Ericsson nel mondo ha acquisito cinque aziende nel settore dell'integrazione di sistemi e della consulenza in Francia, Svezia, Australia, Spagna e Turchia, ma questa è di gran lunga l'operazione di maggiori dimensioni.

Il gruppo petrolifero francese Total lancia una riorganizzazione delle sue attività in patria.
Secondo quanto afferma il quotidiano economico Les Echos, l'azienda ha annunciato ieri, in chiusura di un consiglio di amministrazione straordinario, la cessione dell'impianto chimico di Mazingarb, nel nord della Francia, alla spagnola Maxam. L'impianto, di proprietà della filiale Gpn, specializzata nella produzione di fertilizzanti agricoli, ha al momento circa 240 dipendenti; con la cessione, un centinaio si vedranno proporre un trasferimento su un altro sito, in Belgio, mentre saranno circa 60 i posti di lavoro soppressi.   Un analogo destino, anticipa sempre Les Echos, potrebbe toccare anche alla Raffineria delle Fiandre, a Mardyck, nei pressi di Dunkerque.

Ra.Vi.

(12 gennaio 2009)

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