Germania, in agenda riforme contro il pericolo disoccupazione

EUROPA

 

(Anticipazione da Conquiste del Lavoro)

di Andreina Bonanni

Nell' Agenda 2010, il sindacato tedesco ha riservato un posto di tutto rilievo per la ricerca, l'applicazione e la diffusione di tutti i modelli di lavoro, di cassa integrazione e di politica salariale, capaci di contenere la dilagante minaccia di disoccupazione di massa. Nonostante la leggera ripresa dell' economia registrata negli ultimi mesi, l'Ig Metall ha lanciato l'allarme. Secondo quanto dichiarato in un' intervista a un quotidiano dal vice-presidente della maggiore organizzazione di categoria in Germania, Detlev Wetzel, rischiano di venire soppressi oltre 750 mila posti di lavoro. Il sindacato calcola che le capacità produttive dovranno essere ridotte dal 20 al 30% e che l'ulteriore ristrettezza dei crediti metterà in difficoltà molte imprese. Per arginare tale fenomeno, Wetzel propone un' ulteriore riduzione dell'orario di lavoro, sulla base tuttavia del nuovo modello di cassa integrazione, concordato le scorse settimane tra l' Ig Metall e l' Unione degli imprenditori del settore metalmeccanico ed elettrico, Gesamtmetall.
Per dare alle imprese la possibilità' di attenuare le conseguenze della crisi finanziaria e mantenere i dipendenti, in attesa della ripresa, il governo Federale aveva già ampliato i termini per il ricorso alla cassa integrazione. Tale possibilità è stata ampiamente sfruttata dalle imprese con effetti positivi sul mercato del lavoro, che finora non ha risentito in misura drammatica della crisi. Le imprese tuttavia lamentano gli eccessivi costi a loro carico nel periodo della cassa integrazione. Martin Kannegiesser, presidente della Gesamtmetall, che condivide appieno le previsioni pessimistiche del sindacato, in occasione dell' accordo con l'Ig Metall sul nuovo modello, aveva dichiarato: "La cassa integrazione obbliga le imprese a assumersi degli oneri che per molte aziende non sono più sostenibili. Per questo abbiamo bisogno di nuove opzioni, di una nuova forma della riduzione dell'orario, come prevista dal nostro contratto di categoria, come clausola per assicurare l'occupazione. Una ulteriore riduzione dell' orario a 26 ore ci appare ragionevole".
La clausola in questione prevede in periodi di crisi, la possibilità di ridurre l' orario, ma in modo corrispondente anche le retribuzioni. Nel frattempo le controparti hanno trovato un accordo concreto sull' applicazione di un nuovo compromesso tra le due alternative: Cassa integrazione (con oneri residui a carico delle imprese) e riduzione d'orario (con perdite salariali per i lavoratori).
Il compromesso raggiunto alla Bosch, tra i rappresentanti del consiglio di fabbrica e i dirigenti, prevede il finanziamento dei costi della cassa integrazione con la costituzione di un fondo, al quale l'impresa e i dipendenti, compresi i top manager, partecipano in modo paritario. Tale modello, che in pratica comporta una perdita salariale per i dipendenti fino all' 1,5% l' anno, ma una riduzione di circa il 50 % dei costi residuali della Cassa integrazione per le imprese, ha permesso all' azienda di garantire il livello occupazionale per almeno due anni ed e' destinato pertanto a fare scuola anche in altri settori.
L' Ig Metall ha anche proposto per il prossimo anno una politica salariale molto moderata, cio' tuttavia non potrà' contribuire a salvare le imprese dalla crisi. Altre alternative proposte dai sindacati, come un massiccio programma di investimenti pubblici, o sensibili sgravi fiscali per i lavoratori, in considerazione dell' indebitamento record del governo federale, non sembrano avere concrete prospettive di realizzazione.

(7 gennaio 2010)

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