Circa 35 mila persone hanno partecipato oggi a Bruxelle alla manifestazione organizzata dai tre sindacati belgi (Csc, Fgtb, Cgslb). La chiusura dello stabilimento di Opel Anversa (2600 lavoratori a spasso, altri 5000 a rischio nell'indotto) decisa la settimana scorsa da Gm ha convinto le sigle sindacali a rispondere con una grande mobilitazione per le vie della capitale d'Europa, per chiedere più lavoro e più giustizia sociale.
Cinque sono le rivendicazioni dei sindacati: mettere fine al dumping "vergognoso" contro i lavoratori; creazione di nuovi posti di lavoro in Belgio e in tutta Europa; più impiego per i giovani e i disoccupati; aiuti pubblici per il mantenimento e la creazione di posti di lavoro; difesa dell'impiego nei servizi pubblici; ammortizzatori sociali e strumenti di accompagnamento per chi perde il lavoro. La Ces ha espresso forte sostegno all'iniziativa.
Sulla manifestazione pesa moltissimo, come accennato, la situazione di Opel Anversa, dopo la decisione di Gm di sacrificare il sito fiammingo a ragioni che tuttavia i sindacati ritengono più politiche che economiche. Il presidente delle Fiandre Kris Peeters non ha ancora perso le speranza. In un'intervista al quotidiano belga le Soir, sostiene che l'attuale piano di ristrutturazione di Gm non sembra così blindato come sembra.
"Spero sempre in una marcia indietro e nell'intervento della Commissione europea". Secondo Peeters, il piano di Gm potrà riuscire solo se troverà 2,7 miliardi di aiuti pubblici. "Ma si tratta dell'unico caso - dice - in cui una ristrutturazione aziendale finanziata da alcuni Stati membri determina la chiusura dello stabilimento di un altro Stato membro". Tutta colpa della geopolitica, aggiunge, il governatore delle Fiandre. "General Motors fa solo equilibrismi".
Pi.Ar.
(29 gennaio 2010, ore 13.20)










