Fiat-Opel-Chrysler, il punto

di Andreina Bonanni

 

E' iniziato il conto alla rovescia nella battaglia per la conquista di Opel. Il governo federale attende ora un offerta dettagliata da parte degli interessati. I piani della Fiat per il rilevamento della casa tedesca sono stati chiariti dall' amministratore delegato, Sergio Marchionne, in occasione delle sua visita a Berlino. Oltre sette milioni di auto potranno essere in futuro prodotte annualmente dal nuovo gigante internazionale del settore.I nfine, non e' escluso un piazzamento in borsa della nuova societa', con la probabile denominazione ''Fiat/Opel'', che avrebbe General Motors come azionista di minoranza.
La societa' russa Gaz ha confermato di voler conseguire una partnership con Opel e con il fornitore austro-canadese Magna. Tale alternativa al piano italiano, sarebbe favorita in Germania dai sindacati, dai lavoratori e dagli esponenti politici di sinistra. Il governo federale per contro non ha voluto sbilanciarsi finora. Ne parliamo con il ministro federale dell' economia
, Karl - Theodor  zu Guttember.


Il governo federale ha perplessità, o preferenze, sugli investitori?

Di fatto il governo federale parla con tutti coloro che sono seriamente interessati: questo è quanto ci è stato richiesto da General Motors, da Opel, dai dipendenti. Dobbiamo esaminare e valutare tutte le offerte, di precisare le nostre richieste e di chiarire tutti i dettagli.


Le informazioni ricevute finora dagli interlocutori non sono ancora sufficienti per motivare una decisione?

Finora abbiamo solo proposte molto teoriche, dobbiamo aspettare per vedere cosa presenteranno gli interessati

Decisamente contrari ai piani di Fiat si sono dichiarati i sindacati. Al termine dell' incontro  con Sergio Marchionne a Francoforte, il leader dell' IG Metall, Berthold Huber, ha sottolineato la problematica della sovrapposizione dei modelli. Sebbene la Fiat si sia impegnata a mantenere almeno 3 dei 4 stabilmenti in Germania, i tagli saranno inevitabili, i sindacati temono la soppressione di 9.000 posti di lavoro in Europa.Tale elemento è prioritario per le decisioni che prenderà il governo di Berlino?

Proprio questo intendiamo verificare. Nostro obiettivo è quello di assicurare il mantenimento dei posti di lavoro e il mantenimento del marchio Opel. Ciò deve convergere in una costruzione stabile che abbia durata a lungo termine. E se la Fiat o un altra società interessata presenterà una proposta concreta in tal senso, questa verrà esaminata senza alcun pregiudizio. Non c' è nessuna preferenza prefissata, nè da parte del governo nè da parte del ministero dell' economia, sui possibili investitori.


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