Grecia, nuovi scioperi contro il piano austerità. Parlamento approva le misure anti crisi

EUROPA

Nuova giornata di sciopero in Grecia contro il piano austerità varato dal governo (4,8 miliardi di euro) e approvato oggi dal Parlamento. Lo stop dei trasporti pubblici per 24 ore paralizza Atene dalle 5 di stamattina. Dalle 12 si sono uniti alla protesta i controllori di volo, che incroceranno le braccia per 4 ore. I due principali sindacati greci, quello dei dipendenti pubblici Adedy e del settore privato Gsee hanno annunciato una sospensione dal lavoro di 3 ore in tutto il Paese. I dipendenti pubblici parteciperanno alla manifestazione indetta contro il governo. Negli ospedali verranno trattate solo le urgenze, in molte scuole non ci saranno lezioni per la protesta degli insegnanti. In sciopero per 24 ore anche il settore dell'informazione.

I sindacati dei dipendenti del settore privato hanno già proclamato un nuovo scopero generale di 24 ore per giovedì prossimo 11 marzo. Ieri ci sono state dimostrazioni ad Atene (davanti al parlamento), Salonicco e in altre città. L'iniziative più clamorosa è stata quella di circa 300 affiliati del Pame, che hanno occupato gli uffici del ministero della Finanze, nel centro della capitale. I sindacalisti hanno impedito agli impiegati del ministero di entrare nell'edificio e all'entrata hanno esposto un manifesto con la scritta: "Ribellarsi. Le misure non passeranno".

La stragrande maggioranza dei cittadini greci si dice contraria al pacchetto anticrisi. Secondo un sondaggio di Public Issue diffuso dalla tv Skai, il 90% dei dipendenti pubblici, il 76% di quelli privati e il 68% dei pensionati si oppongono al taglio della tredicesima e quattordicesima mensilità. Il 67% dei dipendenti pubblici si oppone al taglio delle indennità e il 79%% al congelamento delle pensioni contro il quale si esprimono anche l'81% dei privati e il 66% dei pensionati.

La protesta dunque non conosce soste, nonostante gli elogi di Mario Draghi alle misure di contenimento della spesa pubblica messe in campo da Atene. ''Sono molto serie - dice il governatore di Bankitalia - e hanno convinto i mercati, come si vede dal successo dell'emissione dei bond greci, e anche la Bce e la Commissione Ue''. La maggior parte del debito greco collocato ieri sul mercato è stato infatti acquistato da investitori istituzionali tedeschi e britannici.

Secondo i dati di Hsbc (Una delle banche scelte da per piazzare i titoli), gli investitori di Germania e Gran Bretagna hanno infatti comprato oltre un terzo dei bond decennali per 5 miliardi di euro emessi da Atene. La domanda maggiore è arrivata da hedge fund, banche e fondi pensione e assicurativi.

Nonostante le rassicurazione dei mercati, l'Unione europea starebbe comunque lavorando a un piano di salvataggio di emergenza per la Grecia, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg. Il piano prevede finanziamenti da parte dei governi europei. Bloomberg cita fonti che hanno avuto l'informazione da un rappresentante Ue, Juergen Kroeger, responsabile del Dipartimento della Commissione europea per gli affari economici e finanziari degli Stati membri dell'Ue. Gli aiuti saranno concessi con condizioni rigorose, anche se l'intervento non sarà imminente.

Non sembra essere dello stesso avviso il presidente dell'Eurogruppo. Jean Claude Juncker ritiene infatti che la Grecia potrà superare le difficoltà senza l'aiuto dell'Ue, pur ribandendo che l'Europa è pronta a prendere misure coordinate se necessario. Nella stessa linea di Draghi, Juncker sostiene che le misure adottate da Atene per il risanamento dei conti pubblici "spianano la strada ad un superamento delle difficoltà". La Grecia del resto, ha ribadito ieri Papandreou ha bisogno di un sostegno politico e non di un aiuto finanziario.

La Bce giudica "in modo positivo" il piano anti crisi. Assurdo, secondo il presidente Trichet, pensare che la Grecia possa lasciare la zona euro. Un po' meno assurdo, invece, secondo alcuni deputati tedeschi, l'idea che per salvarsi dalla bancarotta, la Grecia venda qualche gioiello di famiglia. Magari qualche isola. "Vi diamo dei soldi, voi ci date Corfù", è lo scambio proposto dalle colonne del quotidiano Bild da due parlamentari.

"Lo Stato greco deve rinunciare alla partecipazione in alcune società e vendere delle proprietà fondiarie come per esempio delle isole abitate", dichiara il deputato liberale Frank Schaeffler. "Se l'Unione europea e quindi la Germania aiuteranno la Grecia, bisognerà che il Paese dia delle garanzie e alcune isole potrebbero costituire la giusta moneta di scambio", rincara il collega della Cdu, Marco Wanderwitz. Provocazione o no, la Bild fa sapere intanto che in questi giorni una società privata di Amburgo sta cercando di vendere una isola greca abitata per 45 milioni di euro.

Pi.Ar.

(5 marzo 2010)

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