Legno e costruzioni, il sindacato propone un New Deal europeo

EUROPA

 

di Vanni Petrelli

Un patto verde e sociale per rilanciare l'edilizia in Europa attraverso nuovi programmi di investimento e l'adempimento degli impegni sul cambiamento climatico. A proporlo, in un documento congiunto presentato al Parlamento europeo, l'Efbww e la Bwi, rispettivamente sindacato europeo e mondiale delle costruzioni e del legno. La Piattaforma si inserisce nel solco già tracciato dalla Commissione europea, che ha indicato l'edilizia sostenibile come uno dei settori con più prospettive di crescita.

"Il legno e l'edilizia - ha dichiarato Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl e presidente dell'Efbww - necessitano di interventi urgenti ed incisivi a livello europeo. Il ‘new deal' che abbiamo presentato a Bruxelles prevede programmi di investimento che rafforzerebbero la competitività dell'area Ue, creerebbero nuovi e migliori posti di lavoro e contribuirebbero a rispettare le direttive sul cambiamento climatico". Il documento si sviluppa in 23 punti divisi in tre temi: l'ambiente, il sociale e le risorse.

"È un programma ‘verde' - ha detto Pesenti - perché ribadisce con forza la necessità di programmi pubblici di sviluppo per investimenti in edifici e tecnologie ad alta efficienza energetica e a basso impatto ambientale. E poi nel ‘patto' chiediamo lo sviluppo di un programma europeo volto a promuovere l'uso eco-compatibile del legno proveniente dalla silvicoltura sostenibile come materiale per l'edilizia e per la produzione di energia.

Ma è anche un ‘patto' sociale - ha proseguito - perché i trasporti pubblici, le infrastrutture per l'istruzione, l'assistenza sanitaria e quella infantile e gli impianti sportivi sono caratterizzati da un valore aggiunto durevole per l'economia e per la società". Nella Piattaforma si chiede un piano d'azione europeo mirato a rimuovere l'amianto ancora presente negli edifici pubblici e privati. Importante il riferimento al dumping salariale e sociale: "La violazione dei diritti fondamentali dei lavoratori - mette in guardia Pesenti - può dare adito a protezionismo, nazionalismo e persino xenofobia. Il principio del ‘pari salario per pari lavoro' nello stesso luogo o nella stessa aerea geografica deve perciò essere mantenuto. Il grande numero di lavorati migranti nelle costruzioni e nel legno, compresi i lavoratori extracomunitari, deve essere integrato nei sistemi di protezione sociale e deve avere diritto a parità di trattamento".

Altro tema sviluppato nella Piattaforma è quello degli appalti pubblici: "Le clausole sociali devono essere vincolanti e in conformità con i contratti collettivi applicabili e le relative convenzioni e raccomandazioni dell'OIL. Bisogna stabilire a livello comunitario la responsabilità dell'appaltatore principale riguardo agli abusi sociali e alla frode nella catena del subappalto, senza dimenticare la piaga del falso lavoro autonomo, che va combattuta a livello comunitario".

Infine, ma non da ultimo, le risorse: "Per finanziare un ‘Green and Social New Deal' e tenere sotto controllo i deficit pubblici - ha concluso il Presidente dell'Efbww - è stato proposta da più parti una tassa sulle transazioni finanziarie e sui premi ai manager. Riteniamo sia un'ottima idea!". Nel 2009 le attività dell'edilizia in Europa sono diminuite del 13% circa rispetto al 2008, e l'occupazione nel settore edile ha subito una contrazione superiore al 7%. Oltre un milione di posti di lavoro è già scomparso, ma complessivamente l'edilizia ed il legno potrebbero perdere oltre due milioni di posti di lavoro entro la fine di questo anno.

(9 marzo 2010)

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