di Ester Crea
I McJobs (McLavori in italiano) tutti sanno cosa sono. Una fonte online definisce un McLavoro come "un lavoro con una bassa retribuzione e di scarso prestigio, che richiede poche competenze e offre poche possibilità di avanzamento all'interno dell'azienda". Alla McDonald's non sono mai stato molto felici circa l'uso di questo termine. Infatti, la società ha acquistato il nome di dominio "[ http://www.mcjobs.com ]" solo per assicurarsi che nessuno lo usasse. Ma hanno scordato di acquisire "[ http://www.mcjobs.org/ ]" - e la Federazione sindacale mondiale dei lavoratori agroalimentari, la Uita, in collaborazione con LabourStart, ha acquistato il nome e oggi è lieta di annunciare il lancio di McJobs.org, il sito per i lavoratori di McDonald's in tutto il mondo.
Siamo andati a curiosare fra le news dall'Italia, e gran parte dello spazio è occupato dall'ultima polemica politica scatenata dal patrocinio concessa dal ministero delle Politiche agricole alla McDonald's per pubblicizzare il "Panino McItaly". Una scelta in realtà condivisa e sostenuta dai consorzi dei produttori che vedono nella multinazionale del fast food l'opportunità di una diffusione su larga scala dei loro prodotti. Un esempio? Uno degli obiettivi del Consorzio del Parmigiano Reggiano, annunciato dal presidente Giuseppe Alai, nel prossimo biennio è proprio quello di far entrare il prestigioso formaggio "nei panini dei punti McDonald's di tutto il mondo". Quasi un tradimento nazionale per l'opposizione che ha gridato allo scandalo per l'immagine di quei lavoratori in cassa con indosso la divisa con il logo della società ed il simbolo della Repubblica Italiana. Non una parola sulle condizioni di lavoro di quei dipendenti.
Alfredo Magnifico della Fisascat Cisl non ci gira intorno: "Parliamo di posti di lavoro senza prospettive né sicurezza. Qualcuno dovrebbe andare a controllare il numero di interventi al tunnel carpale che si registra ogni anno tra i dipendenti di Mc Donald's, o le cadute accidentali sulle chiazze d'olio. Ricordo uno sciopero organizzato qualche anno fa perché nei locali di uno di questi fast food mancava persino l'areazione".
Magnifico tutta la vicenda di Mc Donald's Italia la conosce bene. Racconta di essere stato lui ad organizzare il primo sciopero per chiedere il riconoscimento del ruolo del sindacato all'interno dell'azienda. "Ancora oggi - dice - tendono a non rapportarsi con noi. Per dire, dal 1993 Mc Donald's non ha mai fatto contrattazione di secondo livello e, quanto alle condizioni di lavoro, nei momenti del cosiddetto 'rush' (di alta intensità, in italiano) i dipendenti non possono neppure andare in bagno". Dipendenti che - è bene ricordarlo - lavorando per lo più part-time, hanno stipendi medi che viaggiano tra i 600 ed i 650 euro mensili.
Forse, piuttosto che inscenare una sterile polemica sulla tutela del sistema agroalimentare italiano, la politica avrebbe potuto spendere due parole per chiedere alla multinazionale americana, in cambio del patrocino del Governo italiano sui suoi panini, il semplice rispetto di standard europei nella tutela del lavoro. I sindacati gliene sarebbero stati assai più grati.










