di Rodolfo Ricci
Dopo oltre trent'anni di crescita ininterrotta ecco la prima battuta d'arresto dell'innovazione che vede calare le richieste di domande internazionali di brevetti del 4,5%. Infatti secondo le rilevazioni dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (Ompi), agenzia delle Nazioni Unite responsabile della procedura unificata con la quale è possibile chiedere la registrazione dei brevetti in più di uno tra i 150 Paesi sottoscrittori nel 2009 il numero delle domande è stato di 156 mila contro le 64 mila dell'anno precedente.
La crisi globale iniziata nel 2008 cambia inoltre la geografia dell'innovazione. L'Italia riesce a conquistare l'undicesimo posto in classifica con una decorosa performance (-5,8%) ecco che le flessioni più marcate si registrano nei paesi industrializzati come Stati Uniti, al primo posto assoluto, e Germania mentre nel Far East la corsa al deposito delle richieste continua con ritmi impressionanti. Nella regione la leadership è dei giapponesi ma su tutti spicca la performance del colosso cinese che l'anno scorso ha messo segno un impressionante aumento a due cifre, mancando per un soffio il sorpasso sul Sud Corea.
Avvicendamento al vertice anche per quanto riguarda la classifica delle multinazionali richiedenti. La conquista della vetta è ancora una volta è un affaire tra giapponesi e cinesi ma i primi sono meglio posizionati grazie alla presenza di quattro colossi del Sol Levante.
In accelerazione la ricerca nei settori nanotecnologie, energia e semiconduttori mentre in frenata sono i settori farmaceutico, delle telecomunicazione e dell'informatica.
(9 Febbraio 2010)










