Sindacato sotto attacco in Centro America. Un sindacalista salvadoregno e un dirigente politico guatemalteco di un'organizzazione affiliata a un sindacato locale sono stati uccisi nei giorni scorsi. Lo denuncia la Cis, la Confederazione internazionale dei sindacati, che condanna con fermezza i due fatti di sangue. Nel Salvador, Victoriano Abel Vega, segretario generale del Sitramsa (Sindicato de trabajadores y Empleados Municipales de la Alacaldía de Santa Ana), affiliato al Cats (Sindicato de Empleados y Trabajadores de la Alcaldía Municipal de San Salvador), è stato assassinato mentre si stava recando nella capitale San Salvador. Abel Vega avrebbe dovuto partecipare a una riunione con altri dirigenti sindacali in merito a licenziamenti senza giusta causa di alcuni impiegati pubblici, in violazione delle convenzioni 87 e 98 dell'Ilo.
Il sindacalista aveva ricevuto in passato minacce di morte proprio per aver denunciato questi licenziamenti. Guy Ryder, segretario generale della Cis, parla di "fatto grave" che minaccia la "già precaria stabilità" di El Salvador e le sue libertà sindacali. Le convenzioni 87 e 98 dell'Ilo, aggiunge, "sono state ratificate da poco da El Salvador e dunque sono vincolanti e devono essere rispettate". Con un lettera inviata al governo, la Cis ha esortato il presidente della repubblica Mauricio Funes ad aprire immediatamente un'inchiesta per trovare e punire colpevoli materiali e mandanti dell'omicidio.
La Cis condanna anche l'assassinio in Guatemala di Evelinda Ramirez Reyes, dirigente del Frente de Resistencia en Defensa del Pueblo y de los Recursos Naturales (Frena), affiliato al Frente Nacional de Lucha (Fnl), a sua volta affiliato al Movimiento Sindical, Indígena y Campesina Guatemalteco (Msicg), che a ottobre e novembre scorsi ha già perduto altri due sindacalisti (quattro in tutto quelli uccisi in Guatemala nel 2009). La scorsa settimana, fa sapere l'Ituc, Frena aveva denunciato abusi e illegalità della multinazionale spagnola dell'energia Union Fenosa e del governo nell'applicazione dello stato di crisi decretato il 22 dicembre scorso. Il 13 gennaio, oltre 750 persone hanno incontrato a Città del Guatemala alcuni esponenti del governo guatemalteco per chiedere il ristabilimento delle garanzie costituzionali.
Sulla via del ritorno, alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco su una macchina in cui viaggiavano quattro dirigenti sindacali, provocando la morte della Ramirez Reyes. Il suo omicidio, sostiene la Cis, "è il risultato dell'impunità con cui operano fazioni di un potere parallelo che minaccia i sindacalisti" e tutti coloro che difendono i diritti sociali e sindacali. "Bisogna rafforzare lo Stato di diritto", commenta Ryder. In una lettera inviata al governo, la Cis fa appello a un intervento "diretto e immediato" del presidente Alvaro Colom, non solo per l'apertura rapida dell'inchiesta, ma perché possa finire "il clima antisindacale" che condiziona lavita politica e sociale del Guatemala.
Pi.Ar.
(20 gennaio 2010)










