Terremoto, il racconto del sindacalista cileno: “Quello che sta accadendo qui è tremendo”

MONDO

 

di Manlio Masucci

Comunicazioni interrotte, telefoni e luce disattivati, abitazioni e uffici praticamente inagibili e tanti amici, familiari e colleghi di cui non si hanno notizie. Il drammatico resoconto delle ultime ore a Santiago del Cile arriva al dipartimento internazionale della Cisl direttamente da Diego Olivares, presidente dell'Unione nazionale dei lavoratori (Unt) del Cile.
Un racconto preoccupante quello inviato dal sindacalista cileno a via Po, proprio mentre il bilancio dei morti continua a salire, oramai siamo a oltre 800, e la terra continua pericolosamente a tremare con scosse di assestamento violentissime, spesso oltre i sei gradi della scala Richter. L'ultima scossa di terremoto, avvenuta la notte scorsa, ha fatto registrare una magnitudo di 6,1 gradi inducendo le autorità a lanciare un nuovo allarme tsunami. Le popolazioni di Conception, Valparaiso e Santiago sono terrorizzate e gli episodi di saccheggio, sciacalli ma anche gente comune effettivamente bisognosa di alimenti e altro, continuano a verificarsi anche se con meno frequenza rispetto ai primi giorni. La presidente uscente del Cile, Michelle Bachelet, ha dichiarato che il paese è ancora in stato di emergenza e che il numero delle vittime è destinato ad aumentare.
La situazione è, dunque, particolarmente grave tanto che Olivares è stato costretto a inviare la sua posta elettronica con mezzi di fortuna, considerando che in moltissime case manca ancora l'energia elettrica. Anche la sede del sindacato è stata gravemente danneggiata così come lo stesso sindacalista racconta: "La nostra sede - scrive il presidente dell'Unt - ha riportato seri danni, gran parte del secondo piano è crollata e, in particolare, l'ufficio della presidenza è inagibile a causa delle grandi crepe che si sono prodotte durante il terremoto".
Anche buona parte dei mobili e dell'attrezzatura tecnologica in dotazione alla sede è andata perduta e l'unica alternativa, per i membri del sindacato cileno, è stata quella di arrangiare un ufficio con ciò che restava utilizzando i pochi spazi non danneggiati e reputati, per il momento, sicuri. Una situazione di precarietà e pericolosità che sembra riguardare, dalle poche informazioni in possesso di Olivares, anche la sede della Centrale unitaria dei lavoratori (Cut) di Santiago, praticamente inagibile per i danni riportati. Gli uffici del sindacato, spiega ancora il presidente dell'Unt, sarebbero stati trasferiti nell'auditorium, considerato l'unico posto sicuro dell'intera struttura.
Ma la preoccupazione di Olivares non si ferma ai danni subiti dalle sedi centrali dei due sindacati quanto piuttosto s'indirizza alle sedi provinciali dove il terremoto è stato ancora più violento: "Soprattutto - scrive il sindacalista - ci preoccupano la sesta, la settima e l'ottava regione dove i danni sono stati maggiori e dove risiede un gran numero di nostri affiliati del settore marittimo, portuale, agricolo e della lavorazione del legno".
I tentativi di comunicare telefonicamente con le sedi provinciali vanno spesso a vuoto considerando lo stato delle comunicazioni nel paese mentre cresce l'angoscia di non conoscere la sorte dei propri amici: "Molto probabilmente - spiega Olivares - saremo costretti a prendere la decisione di far partire alcuni di noi per quelle zone per verificare personalmente la situazione; per il momento non possiamo far altro che pregare per i nostri amici di cui non abbiamo più notizie". 

(8 Marzo 2010)

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