Bosch, nuovo modello di cassa integrazione

EUROPA

 

Francoforte (nostro servizio) - Il nuovo modello di Cassa integrazione, su cui hanno raggiunto un accordo di massima le controparti del settore metalmeccanico, e' stato ora adottato dalla società Robert Bosch GmbH.
I lavoratori della Bosch, in futuro, dovranno farsi carico di gran parte dei costi della riduzione dell' orario di lavoro, ma riceveranno in cambio una garanzia sull'occupazione fino alla fine del 2012. In accordo in tal senso e' stato raggiunto tra i dirigenti dell' azienda e il consiglio di fabbrica della centrale gia' mercoledi' sera. Una portavoce della societa' ha confermato giovedi' che il contratto dovrebbe essere concluso entro la primavera del 2010.
Sulla base del modello tradizionale di Cassa integrazione, la compensazione salariale viene effettuata dall' Ufficio Federale del lavoro e i dipendenti non risentono della misura, ma i costi residui restano a carico dei datori di lavoro. Il modello, per contro, della riduzione dell' orario con la proporionale riduzione delle retribuzioni, e' totalmente a carico die lavoratori che subiscono perdite finanziarie.
Il nuovo modello elaborato recentemente dalle parti sociali prevede una ripartizione degl oneri, che vengono sopportati al 50 % dai lavoratori. Il compromesso raggiunto alla Bosch prevede il finanziamento die costi della Cassa integrazione con la costituzione di un fondo al quale l' impresa e i dipendenti, compresi i top manager, partecipano in modo paritario.
Per i lavoratori della Bosch, in pratica, rappresenta una perdita salariale dall' 1,0 all' 1,5 % l' anno, ma i dirigenti della maggiore casa fornitrice dell' industria automobilistica al mondo e il consiglio di fabbrica hanno puntato sull' occupazione. In tal modo non verranno effettuati licenziamenti fino all' inizio del 2013.
L' accordo, che dovrebbe entrare in vigore gia' a gennaio, e' stato stipulato in una prima fase per la centrale di Stoccarda - Feuerbach, che con oltre 11.800 dipendenti costituisce il maggiore stabilimento della societa' a livello mondiale, ma avra' un carattere pilota ed e' destinato ad essere ripreso dalle altre filiali del gruppo.
L' ex governo federale aveva gia' varato delle misure per ampliare il ricorso alla cassa integrazione fino a 18 mesi. Della nuova normativa avevano approfittato imprese di tutti i settori e riuscendo in tal modo a evitare i temuti licenziamenti di massa. Il ministero del lavoro ha previsto un ulteriore estensione del regolamento, ma a giudizio delle parti sociali tale soluzione, per via dei costi, non e' piu' praticabile a lungo termine.

(17 dicembre 2009)

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