Bankitalia: ripresa debole, l'occupazione non riparte

 

Troppo timida la ripresa per far ripartire l'occupazione. La Banca d'Italia rinnova l'allarme per l'andamento del mercato del lavoro. La crescita, sostiene Via Nazionale nel suo bollettino economico, andrà verso "una moderata accelerazione" nel primo trimestre del 2011, ma "livelli produttivi distanti da quelli precedenti l'avvio della recessione e un'incidenza ancora elevata degli occupati in cassa integrazione ostacolano il ritorno alla crescita dell'occupazione".

Il numero degli occupati torna quindi ai minimi dell'agosto 2010, al tempo stesso cresce la disoccupazione di lungo periodo e, soprattutto, quella giovanile. Per i giovani che un lavoro invece ce l'hanno, il prezzo da pagare è, ancor più che in passato, la precarietà: "Sono tornate a crescere - sottolinea infatti Bankitalia - le assunzioni con contratti flessibili e a tempo parziale, ed è proseguita la contrazione delle posizioni permanenti a tempo pieno".

Si tratta di dati, commenta il segretario generale aggiunto della Cisl Giorgio Santini, che denotano "il permanere di una forte criticità dell'occupazione" e che "confermano che la ripresa produttiva ed economica è lenta e non riesce ad innescare il processo, da tutti atteso, di crescita occupazionale".

Tra gli aspetti più preoccupanti dell'analisi formulata dalla banca centrale, c'è "il fatto che circa metà dei disoccupati in Italia è in cerca di lavoro da almeno un anno - fa notare il sindacalista - e che le persone inattive sono in aumento".

La prima delle contromisure, secondo la Cisl, deve essere "la conclusione dell'accordo quadro tra Governo, Regioni e parti sociali che possa permettere non solo il rinnovo degli ammortizzatori in deroga, ma soprattutto il rafforzamento e l'estensione, regione per regione, delle politiche attive del lavoro, attraverso percorsi di formazione, riqualificazione, incontro domanda/offerta che porti al reimpiego delle centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione".

Per quel che riguarda la disoccupazione giovanile, osserva ancora Santini, appare "sempre più urgente una riforma dell'apprendistato professionalizzante, caratterizzata da una forte incentivazione come contratto di primo lavoro e da una modalità più semplificata che favorisca l'efficacia della formazione, per incrociare meglio le competenze dei giovani con i fabbisogni occupazionali delle imprese". Inoltre, "nelle aree di più forte disoccupazione e in particolare nel Mezzogiorno - propone Santini - va introdotto il credito d'imposta sulle nuove assunzioni utilizzando parte delle risorse dei Fondi Europei ad oggi non impegnate e va migliorato il contratto d'inserimento, superando i vincoli europei che danneggiano l'occupazione femminile". C.D'O.

(15 aprile 2011)


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