Tv digitale, attenti alla roulette dei canali

 

Se la vostra regione è tra quelle già passate al digitale terrestre, vi sarà sicuramente capitato di dover risintonizzare il vostro televisore e di scoprire, ahimé, che dove normalmente prima si trovava un determinato canale, ora ce n'è un altro ed il precedente non si sa che fine abbia fatto.

Un disguido che l'Adiconsum denuncia da tempo ma che finora pare non abbia trovato soluzione.

Per questo l'associazione di consumatori promossa dalla Cisl ora chiede un intervento d'urgenza per regolare l'ordinamento dei canali senza conflitto e rispettando le abitudini dei consumatori. Diversamente, il digitale rischia di diventare indigesto a milioni di telespettatori.

Ma di chi è la colpa? Gli addetti ai lavori - spiega l'Adiconsum in una nota - sanno che tutto dipende dall'ordinamento automatico dei canali, il cosiddetto Lcn. Uno strumento tecnologico realizzato a favore dei consumatori per districarsi fra i tantissimi canali digitali è diventato il nemico numero uno per una corretta visione.

Il problema - aggiunge l'associazione - è l'uso selvaggio di questo strumento che attualmente regge su un accordo fra le emittenti appartenenti al Dgtv ma non rispettato da quelle non aderenti all'associazione. In assenza di sanzioni e regole definite, ogni emittente può scegliersi a suo piacimento la posizione da assumere sul telecomando, creando conflitti che moltissimi televisori e decoder gestiscono eliminando a propria scelta i canali. Televisori e decoder evoluti chiedono all'utente quale canale inserire fra quelli indicati sulla stessa numerazione, gli altri (quasi tutti i nuovi televisori) scelgono da soli che canale far vedere provocando la scomparsa dei canali scartati. Del problema è stata investita l' Agcom che ha aperto un'istruttoria, alla quale anche le associazioni consumatori hanno partecipato, chiedendo unitariamente di impedire la presenza di conflitti e realizzare un ordinamento che rispetti le abitudini del consumatore.

Adiconsum ha fatto ancora di più, presentando una propria proposta di ordinamento che oltre a vietare i conflitti, tranne nei casi dello stesso canale trasmesso in HD, propone la semplicità d'uso e la tematicità.

"I consumatori già stanno vivendo con affanno l'incremento vertiginoso dei canali - dichiara Pietro Giordano, segretario nazionale dell'associazione: modificare, anche, le abitudini acquisite sull'uso del telecomando diventerebbe deleterio, soprattutto per le fasce più deboli, come gli anziani".

Adiconsum propone, quindi, di riprodurre dal numero 1 al numero 99 la situazione presente nell'analogico, prima dello switch off, che fra l'altro garantirebbe alle emittenti locali di mantenere la posizione acquisita da numerosi anni. In pratica le prime 8 posizioni sarebbero occupate dalle reti nazionali e di seguito le locali (quelle ancora presenti in digitale) come erano dislocate nell'assegnazione delle frequenze dal 21 al 69.
Dal 101, invece, si posizionerebbero i canali per tematicità, come ha sottolineato anche l'Antitrust affermando: infatti, l'organizzazione tematica, nella misura in cui attenua la centralità delle prime numerazioni, consente di mantenere una riserva di numerazioni di un certo interesse anche per potenziali newcomer".
Adiconsum propone che dall'1 al 100 siano posizionati i canali presenti nelle precedenti numerazioni; dal 101 al 199 tutti i canali nati in digitale; dal 201 al 299 News; dal 301 al 399 Pay; dal 401 al 499 sport; dal 501 al 599 bambini; dal 601 al 699 cinema; dal 701 al 799 musica; dal 801 al 899 televendite; dal 901 al 999 radio.

L'associazione conclude rivolgendosi all'Agcom perché ponga rimedio alla situazione deliberando "al più presto l'ordinamento e tenendo in considerazione le indicazioni dei consumatori". Alle organizzazioni rappresentative delle emittenti private, invece, l'Adiconsum chiede di aprire un confronto sulla base della proposta che l'associazione ha elaborato in collaborazione  con il Comitato Radio e TV locali, cercando di privilegiare, oltre i propri legittimi interessi aziendali, anche la corretta transizione alla tv digitale limitando il più possibile i disagi ai consumatori.

Cdl

(23 febbraio 2010) 

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