di Ester Crea
Scatta l'obbligo per i professionisti. Nei prossimi giorni scadrà, per i professionisti iscritti in albi od elenchi, il termine per la comunicazione all'Ordine di competenza del proprio indirizzo di posta elettronica certificata. L'obbligo nasce dall'articolo 16 del decreto legge 185/2008 (decreto anticrisi) convertito con la legge 2/2009: la norma ha introdotto un sistema in cui tre categorie di soggetti (professionisti, società e pubblica amministrazione) hanno l'obbligo di dotarsi di Pec che potrà essere utilizzata liberamente nelle comunicazioni tra loro, senza necesità di acquisire il previo consenso per il singolo rapporto o procedimento come previsto dall'articolo 4 del cosiddetto regolamenteo Pec del 2005 (Dpr 68/2005).
Lavori in corso. Il mondo delle professioni è il primo ad essere interessato dalla distribuzione massiva delle Pec. Fino ad oggi, infatti, l'obbligo è scattato solo per le nuove società che si sono iscritte nel registro delle imprese dal 29 novembre 2008 (circa 80mila), mentre le imprese dal 29 novembre 2008 (circa 80mila), mentre le società già iscritte avranno tempo fino al 29 novembre 2001.
Per il ministro per la Funzione pubblica e l'innovazione, Renato Brunetta, non ci saranno ritardi. In realtà per ordini e collegi i lavori sono ancora in corso e disagi e disfunzioni sembrano scontati. Anche per questo l'Adiconsum nei mesi scorsi aveva ripetutamente chiesto un incontro al ministro Brunetta per valutare insieme le dinamiche di funzionamento e poter supportare al meglio i consumatori. L'incontro non solo non c'è mai stato, ma non si è neppure ipotizzata la messa a punto di una campagna informativa adeguata. Al punto che molti ancora non sanno di cosa si sta parlando.
Ricapitoliamo.
Cos'è. Pec è l'acronimo di Posta Elettronica Certificata. Si tratta di un sistema di "trasporto" di documenti informatici del tutto simile alla posta elettronica "tradizionale", cui però sono state aggiunte le caratteristiche per garantire agli utenti la certezza, a valore legale, dell'invio e della consegna dei messaggi e-mail al destinatario.
A cosa serve. La Pec può essere utilizzata per la trasmissione di tutti i tipi di informazioni e documenti in formato elettronico (eventualmente come allegati al messaggio). Consente di certificare l'invio, l'integrità e l'avvenuta consegna del messaggio scambiato tra il mittente e il destinatario.
I vantaggi. Il servizio di Pec consente di inviare documenti informatici, fornendo la "certificazione" dell'invio e dell'avvenuta (o mancata) consegna. La Pec ha, pertanto, tutti i requisiti della raccomandata A/R con alcuni vantaggi aggiuntivi:
1.tempi di trasmissione brevissimi;
2.i costi di invio/ricezione sono zero. Si paga solo il canone annuo per l'attivazione del servizio;
3.certificazione del contenuto del messaggio trasmesso (nella raccomandata A/R tradizionale viene certificata la spedizione/ricezione ma non il contenuto, cioè cosa è stato spedito/ricevuto).
La casella Pec. L'uso della Pec non è molto diverso da quello della normale e-mail. L'unico prerequisito è possedere una casella Pec, che commercialmente è differente dall'e-mail. Mentre quest'ultima viene fornita assieme alla connettività internet, oppure si acquisisce gratuitamente via web, la Pec va acquistata a parte, e lo si può fare solo presso uno dei pochi fornitori accreditati, il cui elenco è pubblicato sul sito del Cnipa (centro nazionale per l' informatica informatica http://www.nwk.it nella pubblica amministrazione). L'acquisto, in genere, può essere effettuato direttamente online.
I costi. Il prezzo varia da 5 a 25 euro annuali, per ciascun indirizzo individuale. Alcuni ordini professionali, però, forniscono il servizio gratuitamente ai propri iscritti. Quindi, conviene informarsi per tempo.
Le prossime tappe. Per i professionisti ormai siamo al count down. Dall'anno prossimo, invece, dovrebbe entrare in regime il sistema "Pec ai cittadini", con fornitura gratuita di un indirizzo Pec per comunicare con le pubbliche amministrazioni (anche se al momento on è ancora stato individuato il gestore di riferimento), mentre Le imprese già costituite hanno ancora due anni di tempo per comunicare al registro delle imprese il loro indirizzo.
Ritardi e resistenze culturali. Le pubbliche amministrazioni già dal 2005 erano tenute a dotarsi di una casella di posta elettronica istituzionale, come prevede il codice dell'amministrazione digitale, e di una casella di posta elettronica certificata per ciascun registro di protocollo. Ma in questo processo si registrano ritardi e resistenze anche culturali. Con il risultato che le caselle di posta elettronica certificata effettivamente attivate sembrano destinate a rimanere ancora a lungo pressoché vuote mentre continueranno a essere utilizzati i sistemi cartacei tradizionali.










