di Ester Crea
Da oggi circa 8 milioni di italiani saranno in vacanza, diretti soprattutto verso il mare e nelle isole, dove troveranno per tutta la settimana temperature al di sopra dei 35 gradi, con picchi di 40 gradi in Sardegna e Sicilia.
Ma l'allarme caldo riguarda soprattutto quanti trascorreranno le loro vacanze in città. Anche perché, secondo un'inchiesta pubblicata oggi sul Corriere della Sera, un Comune su due non è preparato e non ha piani per fronteggiare la situazione, in particolare per le categorie più esposte come gli anziani. Tutti i Comuni italiani - ricorda il giornale - avrebbero dovuto dotarsi della cosiddetta anagrafe delle fragilità, ossia l'elenco degli anziani a rischio costruito con dati incrociati sui vari indicatori sociali. Uno strumento, concepito dopo l'emergenza caldo del 2003, che dovrebbe consentire interventi mirati, ma che manca nella metà dei Comuni italiani. A Milano, scrive il Corriere, l'angrafe c'è e gli anziani "fragili" censiti sono 4mila e su di loro i 154 "custodi sociali" del Comune focalizzano l'attenzione e gli interventi. A Roma invece l'anagrafe non c'è ancora, e sta venendo allestita. Gli interventi di sostegno vengono comunque effettuati, ma è più difficile renderli mirati. In altre città si sono attivate strategie di altro tipo: dal contributo economico per l'acquisto dei condizionatori all'installazione dell'aria condizionata nei centri anziani. L'assenza delle anagrafi della fragilità, però, favorisce il rischio di interventi a pioggia che potrebbero non raggiungere le persone realmente a rischio.
Per chi parte, invece, le preoccupazioni maggiori vengono dal traffico. Le auto in movimento, predice in una nota l'associazione Telefono Blu, saranno 6 milioni, presi d'assalto anche gli aeroporti, soprattutto quelli di Roma e Milano: l'associazione dei consumatori stima che fra voli in partenza e rientri ci sarà circa un milione di italiani in movimento, per un totale di oltre 2000 voli.
Per fronteggiare le situazioni di crisi in materia di viabilità il Centro di coordinamento nazionale del Viminale ha approvato il piano per la stagione estiva che, per una gestione efficace della mobilità e per assistere in maniera adeguata e costante le persone in viaggio lungo gli itinerari verso le località turistiche, prevede il l'intervento coordinato di Polizia stradale, Carabinieri, polizie locali, Vigili del Fuoco, Anas, Concessionarie autostradali, volontari della Protezione Civile.
È stato inoltre predisposto il calendario con l'indicazione delle giornate con traffico intenso e possibili criticità ed individuati i principali itinerari alternativi alle autostrade per le direttrici di rilevanza nazionale per il traffico turistico (Liguria: autostrade A/10- A/12-A/7 ed A/26; Friuli Venezia Giulia - Veneto - Trentino Alto Adige: A/4 ed A/22; Emilia Romagna - Toscana - Marche: A/1 Bologna - Firenze ed A/14 Bologna - Taranto; Lazio - Campania - Basilicata e Calabria: A/1 Roma - Napoli e A/3 Salerno - Reggio Calabria; Puglia: A/14 Bari - Taranto, Sicilia: A/18 Messina - Catania, A/19 Catania - Palermo ed A/20 Messina - Palermo).
I documenti saranno disponibili nei prossimi giorni sui siti internet del ministero dell'interno (www.interno.it), della Polizia di Stato (www.poliziadistato.it) e degli altri enti che compongono il Centro.
Ma la vera novità dovrebbe arrivare a fine mese, con il nuovo provvedimento sul codice della strada, che secondo le intenzioni del suo relatore dovrebbe entrare in vigore entro l'inizio di agosto, prima del grande esodo estivo, e che contiene un giro di vite sulle regole.
La Commissione discuterà domani l'ultimo emendamento, mentre giovedì dovrebbe dare il via libero definitivo. Il provvedimento, che è stato esaminato in sede legislativa, passerà così direttamente al Senato. Anche lì probabilmente passerà in commissione Trasporti in sede legislativa. In questo modo, spiega Valducci, si conta di farlo entrare in vigore entro la fine del mese, prima che inizi il grande esodo estivo.
Tra le principali novità introdotte dal provvedimento l'abbassamento fino a zero del tasso alcolemico consentito per neopatentati e autisti: chi ha preso la patente da meno di tre anni e chi guida per lavoro non potranno bere neanche un goccio prima di mettersi al volante. Il nuovo provvedimento, spiega il relatore, Silvano Moffa, introduce anche l'insegnamento obbligatorio dell'educazione stradale nelle scuole e criteri di idoneità tecnica più stringenti per i titolari delle autoscuole.
Ma tra le novità c'è anche il fatto che i Comuni e gli altri enti locali potranno far uso di autovelox e di altri strumenti di controllo solo se di loro proprietà, e comunque utilizzati con l'impiego di vigili. In questo modo viene di fatto vietata la pratica di dare in appalto a società esterne il controllo del traffico e la sanzione delle contravvenzioni. Una pratica, sottolinea Moffa, che ha spesso causato fenomeni di "multa selvaggia". I vigili urbani, inoltre, non potranno effettuare controlli su autostrade e strade extraurbane principali. Inoltre, con le nuove regole, una buona parte dei proventi delle multe sarà indirizzata al miglioramento della segnaletica stradale, al potenziamento delle barriere, al rinnovo del manto stradale ed all'intensificazione dei controlli.
Tra le altre novità il ritorno della targa personale: il contrassegno non sarà più legato al veicolo, ma alla persona; il rilascio del foglio rosa solo a chi ha già superato l'esame di teoria; l'obbligo per i medici di avvisare il ministero dei Trasporti se un paziente è affetto da una patologia che ne comprometta la capacità di guida; la revoca della patente a chi inverta senso di marcia, attraversi lo spartitraffico o percorra contromano autostrade e strade extraurbane; l'introduzione in via sperimentale della 'scatola nerà sui veicoli per cui è necessaria la patente di guida C, D o E e del 'casco elettronicò per chi viaggia su due ruote; l'arresto per almeno 6 mesi di chi guida sotto l'effetto di stupefacenti; e la revoca della patente nel caso in cui provochi un incidente.
13 luglio 2009










