IL CASO. Gran Bretagna: operai contro stranieri

 

I metalmeccanici britannici sono sul piede di guerra. Oggi gli operai specializzati rimasti negli ultimi mesi senza lavoro pioveranno a Londra da ogni parte del Regno Unito per protestare contro le assunzioni di manodopera straniera da parte delle grandi aziende  che, in questo modo, aggirano gli accordi sindacali e corrispondono salari più bassi.

A scatenare la reazione degli operai è stata l'italiana Somi, vincitrice di un subappalto presso la centrale elettrica di Staythorpe, Nottinghamshire, che pagava i suoi operai 1.300 euro al mese in meno dei colleghi britannici. "Noi - ha detto Paul Kenny, segretario della sigla sindacale Gmb - abbiamo in più occasioni messo in guardia datori di lavoro e governo su questa pratica".
A far saltare i nervi ai sindacalisti è stata la sentenza sulla revisione delle paghe chiesta dagli stessi sindacati che ha rivelato come, tra aprile e dicembre 2009, una media di 17 operai al mese della Cmn (quindi Somi) siano stati pagati 1.300 euro al mese in meno rispetto agli accordi presi con l'Alstrom, l'azienda a cui è stato assegnato l'incarico di costruire la nuova centrale Staythorpe.
"Gmb - ha proseguito Kenny - ha sempre detto che l'unica ragione per cui venivano assunti i lavoratori stranieri mentre quelli britannici restavano a casa era perchè venivano pagati meno. Alstrom, la Engineering Construction Industry Association (Ecia) e Lord Mandelson negavano. Ora devono saltare delle teste, queste pratiche devono cessare e i lavoratori britannici devono tornare ad essere assunti". 

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