RICERCA. Msf: situazione Cie allarmante

IMMIGRAZIONE

 

Servizi scarsi e scadenti, mancano beni di prima necessità, assenti le autorità sanitarie, inefficienze, ingressi negati. E' in sintesi il risultato del secondo rapporto sui centri per migranti in Italia, presentato da Medici Senza Frontiere che denuncia come, a dieci anni dall'istituzione, sono concepiti solo in una logica emergenziale, senza tutela sanitaria. Per alcuni la situazione è così preoccupante che andrebbero chiusi immediatamente come nel caso dei centri di Trapani e Lamezia Terme perché sono luoghi "totalmente inadeguati, invivibili e in molti casi mancano le finestre alle camere, oltre a mancare saponi, coperte, vestiti e carta igienica".

La fotografia è stata fatta sui 21 centri della Penisola (Cie, Cara, Cda), a cinque anni dall'ultima rilevazione che, però, non cambia la sostanza di ciò che sono: "gli ospiti permangono accolti in container fatiscenti e sovraffollati, senza spazi adeguati, sporcizia diffusa e la presenza di topi". In queste condizioni vivono uomini, donne, bambini e anche neonati.

Msf mette l'accento sull'assistenza sanitaria organizzata dai singoli gestori. Le Asl, secondo l'organizzazione non governativa, non hanno il controllo né di malattie né di eventuali epidemie. Mancano protocolli medici comuni ed è stato riscontrato l'uso di psicofarmaci per sedare le persone. Almeno la metà degli intervistati è in Italia da almeno 5 anni; alcuni anche da 15-20 anni.

Pronta la risposta del prefetto Mario Morcone, Capo Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno. Che ha tacciato il rapporto di Msf "frutto di una posizione tutta ideologica".

"Tutti i centri sono ormai da tre anni aperti alle visite e ai sopralluoghi di autorità politiche, di istituzioni e di giornalisti, cosicché - aggiunge Morcone - chiunque può accertarsi in qualsiasi momento delle reali condizioni di accoglienza e di ospitalità di persone che, tuttavia, soprattutto per quanto riguarda i Cie, non sono certo contente di essere trattenute".

Anche sulle carenze il Prefetto rimanda le accuse al mittente. "Agli ospiti sono garantiti sia il rispetto delle diverse appartenenze culturali, etniche, religiose e linguistiche, sia una adeguata
assistenza socio-sanitaria, oltre all`informazione legale (anche usufruendo del patrocinio gratuito".

Secondo il Capo Dipartimento del Viminale, sono garantiti l`interpretariato e la mediazione
culturale e sono rispettati ottimi standard nelle prestazioni e nei servizi resi alla persona (vestiario, vitto, lavanderia). Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, "nei centri, è previsto uno screening medico d'ingresso; un primo soccorso sanitario con tutte le cure ambulatoriali urgenti e organizzato con la presenza permanente di personale medico e paramedico che garantisce l`assistenza fino
all`eventuale ricovero nelle strutture ospedaliere del servizio sanitario nazionale".

(2 febbraio 2010)

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