ROSARNO. Sindacati: terapia d’urto contro illegalità

IMMIGRAZIONE

 

(Anticipazione da Conquiste del Lavoro del 18 febbraio 2010)

Una iniziativa tutt'altro che simbolica quella che si è svolta oggi a Rosarno per iniziativa unitaria delle organizzazioni Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Già dal tema che ha scandito i lavori degli attivi unitari, presenti i segretari generali delle tre organizzazioni, Il lavoro agricolo: dignità, legalità, integrazione, era chiara la linea direttrice: non solo ricordare che il misto di illegalità e di silenzio, che ha generato le tragiche violenze di un mese fa, non sono stati sconfitti né a Rosarno né in altre parti del Paese dove il lavoro nero sconfina sovente nella schiavitù, ma soprattutto per indicare una strada per uscire dalla palude del lavoro nero e dell'illegalità. Ed è su questo terreno che si è sviluppato il dibattito, nel corso del quale si è anche ascoltata la viva testimonianza dei lavoratori immigrati e di alcuni imprenditori locali.
Una iniziativa, fortemente voluta dalla Fai Cisl, che si è conclusa con l'approvazione di un ordine del giorno, che traccia un percorso per uscire dalla attuale situazione, i cui punti salienti sono stati evidenziati nell'intervento conclusivo di Augusto Cianfoni.
Con un impietosa analisi sulle criticità esistenti: sottosviluppo del Mezzogiorno; fragilità delle strutture aziendali; squilibri tra domanda ed offerta nel mercato del lavoro. Ed una proposta: un vero progetto di sviluppo del Mezzogiorno, che ha nella filiera agro-alimentare la risorsa primaria su cui investire, orientando gli interventi a favore delle imprese, che rispettano le leggi ed i contratti e che risolvono, nella contrattazione, le flessibilità necessarie per migliorare la loro competitività. Ma con una netta pregiudiziale: a nessuna impresa può essere consentito di costruire il suo successo sulla pelle dei lavoratori, italiani ed immigrati, e sulla negazione dei diritti e della dignità della persona.
Occorre, dunque, una terapia d'urto con efficaci misure di prevenzione e di repressione e di tutela delle imprese che operano nella legalità. Nell'ordine del giorno conclusivo, le organizzazioni sindacali del comparto le hanno sinteticamente indicate. Su alcuni punti ha posto l'accento il segretario generale della Fai: regolarizzare gli immigrati che da tempo lavorano in Italia nella condizione di clandestinità in quanto lo sfruttamento e le umiliazioni subite debbono essere riconosciuti come passaporto in ogni paese civile; definire criteri di premialità per le aziende virtuose, di semplificazione delle procedure per i permessi di soggiorno e di riforma della contribuzione sociale, condizionata alla qualità del lavoro; avviare un immediato confronto tra le istituzioni e le parti sociali per individuare specifiche misure che favoriscano l'integrazione dei lavoratori stranieri, superandone definitivamente il carattere di emergenza.
"Siamo usciti - ha concluso Cianfoni - dalla fase dell'indignazione e della protesta ed abbiamo aperto una nuova prospettiva, con un ventaglio di serie proposte operative. Per la loro attuazione la Fai svilupperà ogni opportuna iniziativa".

(Giovanni Contena)

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