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Il Governo boccia le norme del Friuli Venezia Giulia che discriminavano gli stranieri

IL CASO

 

"Ora che anche il Governo ha bocciato la norma odiosa sull'accesso ai servizi di welfare da parte degli immigrati, auspichiamo che la Regione riveda le proprie posizioni, rimettendosi al buon senso e ai valori che da sempre fanno parte della nostra comunità".
Così il segretario generale della Cisl Friuli Venezia Giulia, Giovanni Fania, ha commentato la decisione dell'Esecutivo di respingere la discussa disposizione inserita in Finanziaria.
"Una norma - ha ricordato Fania - alla quale abbiamo sempre detto no per il suo carattere discriminatorio e lesivo della dignità di chi nella nostra regione vive e lavora e, per questo, ha diritto alla stesse tutele di chi è nato in Friuli Venezia Giulia". La Cisl ribadisce che il tema degli immigrati deve essere "ancorato a una forte visione solidaristica e di maggiore attenzione verso i più deboli e meno tutelati".

Anche l'Anolf ha espresso soddisfazione per la decisione del Governo di rinviare la legge finanziaria del Friuli Venezia Giulia a causa delle norme discriminatorie sugli immigrati in essa contenute. L'Associazione Oltre le Frontiere per prima aveva manifestato contro questo provvedimento con il presidente nazionale Oberdan Ciucci ed i Copresidenti di Trieste, Lucio Gregoretti e Ahmed Faghi Elmi che, nel corso di una conferenza stampa, si erano appellati al Ministro delle Regioni che ha impugnato il provvedimento. In sostanza, la legge regionale fissava una serie di vincoli legati alla residenza e alle condizioni di straniero per accedere alle prestazioni di carattere sociale. "Bene ha fatto in questo caso il Governo - ha rilevato Oberdan Ciucci - poiché le odiose discriminazioni introdotte sono palesemente incostituzionali creando cittadini di serie A e B. Si deve evitare di creare un precedente dagli effetti devastanti sul piano dell'integrazione di chi vive e lavora regolarmente in Italia. Ancora un volta, viene premiata l'azione solitaria dell'Anolf a tutela degli immigrati".

(3 marzo 2010)

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