Anticipazione da Conquiste del Lavoro
di Mauro Cereda
"Al nostro Paese serve più integrazione e non servono le campagne denigratorie e populiste utili a scaldare solo gli animi". Raffaele Bonanni ha risposto così, a Milano, ai giornalisti che gli chiedevano un commento alle affermazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che ha attribuito agli immigrati l'aumento della criminalità in Italia. "Ci sono mele marce sia fra gli italiani sia fra gli immigrati - ha aggiunto il leader della Cisl - come in tutto il mondo, ma la stragrande maggioranza sono coloro che si alzano la mattina, fanno il loro dovere, pagano le tasse e si integrano nella società. Gli italiani hanno più saggezza dei loro dirigenti".
Bonanni era in città per intervenire a un dibattito organizzato dalla Cisl della Lombardia, proprio sul tema dell'immigrazione ("Nero speranza: lavoratori e nuovi cittadini uniti per un Paese più giusto"). Dibattito introdotto dal segretario generale regionale Gigi Petteni, a cui hanno partecipato anche il responsabile della Pastorale dei migranti della diocesi ambrosiana, don Giancarlo Quadri; il professor Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia dei processi migratori all'Università Statale di Milano; il giornalista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, autore (applauditissimo dalla platea) del volume "Negri, froci, giudei & co.", il quale, citando fatti e testimonianze e mostrando una serie di fotografie originali (molte risalenti al Ventennio fascista, all'epoca coloniale e delle leggi razziali) ha smontato il mito degli "italiani brava gente mai stata razzista". Bonanni parlando ai delegati e ai dirigenti sindacali giunti nel capoluogo da tutta la regione, ha rivendicato il ruolo forte svolto dalla Cisl e le tante iniziative messe in campo a sostegno delle battaglie per l'integrazione e i diritti degli immigrati. "Il Paese ha bisogno di loro - ha proseguito - degli amici lavoratori che vengono da parti del mondo dove c'è la fame, dove spesso non c'è democrazia e dove non è possibile raggiungere condizioni di vita degne. Lavoratori che concorrono fortemente alla nostra economia. Serve a noi la loro presenza, capendo meglio gli altri capiamo meglio noi stessi, la nostra storia, la nostra cultura e le nostre tradizioni". Il numero uno di Via Po ha anche sottolineato l'appoggio della Cisl a due importanti proposte, portate avanti da esponenti di diverse aree politiche, che vanno nella direzione di una sempre maggiore integrazione: l'attribuzione della cittadinanza a chi nasce in Italia e il diritto al voto amministrativo per gli stranieri regolari. Chiudendo il suo intervento Bonanni ha richiamato l'ultima enciclica di Papa Benedetto XVI (Caritas in veritate), osservando che quest'ultima ''assegna un compito importante a noi sindacalisti. Quello cioè di mostrare che i clandestini sono persone come noi. Lo dico a quelli che fanno riferimento alla centralità della persona e che si vogliono far vedere come bravi cattolici: tra noi e i clandestini non c'è nessuna differenza''.
Nel 2009 (luglio) in Lombardia, secondo i dati appena pubblicati dall'Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità, gli immigrati hanno raggiunto la quota di 1.170mila presenze (regolari e non), 110mila in più rispetto al luglio 2008 (+10,4%). Una platea immensa, un fenomeno che va governato senza isterie e strumentalizzazioni politiche. "La Cisl lombarda - ha ammonito il segretario generale Petteni - è da tempo impegnata per dare tutela e rappresentanza ai lavoratori e alle lavoratrici di origine straniera, cercando di combattere l'idea che l'immigrazione sia una minaccia da cui difendersi, un problema ingestibile, sinonimo di irregolarità e clandestinità. I nuovi cittadini lombardi sono invece una realtà rilevante verso la quale, assieme alle regole da rispettare, vanno prodotte azioni e politiche di integrazione, dialogo ed emancipazione sociale". Il sindacato ha preparato una piattaforma con sei proposte "urgenti", sui temi del lavoro, della formazione, del welfare, degli infortuni, delle procedure burocratiche per la regolarizzazione, che prevedono il coinvolgimento di enti e istituzioni locali. Ai primi due punti c'è la richiesta di prolungare il permesso di soggiorno a chi perde un impiego e l'introduzione del "permesso per ricerca lavoro".
(29 gennaio 2010)










