di Ester Crea
Incroceranno le braccia per 24 ore i lavoratori portuali della Sicilia bloccando così le operazioni di carico e scarico di merci, dopo l'incidente che ha coinvolto un lavoratore portuale nello scalo di Palermo, impegnato nella fase di carico e scarico dalla nave.
L'incidente è avvenuto poco dopo le 9. L'uomo stava lavorando su un binario dello scarico merci nella stiva di una nave veloce Snav della linea Palermo-Napoli appena approdata in banchina, quando è stato travolto dal trattore guidato da un collega che non si è accorto della sua presenza sui binari.
"Le condizioni di sicurezza sono precarie, un solo lavoratore all'interno delle navi rispetto ai tre del passato, svolge queste mansioni - spiega Nino Napoli segretario Fit Cisl Sicilia dei portuali - Da tempo segnaliamo queste carenze, ma rimaniamo inascoltati".
Per questo le segreterie regionali di categoria hanno proclamato una giornata di sciopero per i lavoratori portuali, mentre i marittimi ritarderanno di un'ora le partenze di tutte le navi.
Dal canto suo, il segretario generale Fit Cisl, Claudio Claudiani, esprimendo il cordoglio di tutta l'organizzazione per la sciagura, sottolinea come a volte la combinazione della fatalità e dell'imponderabile, con la pressione del traffico estivo, possa determinare incidenti gravi le cui conseguenze vanno ben oltre i singoli accadimenti. Per questo, avverte Claudiani, "il presidio della sicurezza deve essere costantemente monitorato, evitando situazioni di stress che possono vanificare anche le regole più rigorose".
Inoltre, secondo le organizzazioni sindacali di categoria, "sono sempre più urgenti e non rinviabili ulteriormente gli interventi dei ministeri competenti e degli organi di vigilanza per l'applicazione delle norme di sicurezza. Inoltre - sottolineano i sindacati in una nota - si rende necessaria la revisione dei processi produttivi attraverso un organizzazione del lavoro che consideri prioritaria la fondamentale tutela della vita affinché il lavoro non diventi fonte di pericolo".
Una situazione che, secondo i sindacati, rischia di aggravarsi "se non saranno apportate modifiche alla bozza del testo unificato per la riforma della legislazione in materia portuale in discussione oggi alla Commissione lavori pubblici, comunicazioni del Senato". Per questo Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti chiedono che "si apra un confronto di merito sul testo come più volte sollecitato ai ministeri competenti". "La bozza - spiegano i tre sindacati - oltre ad essere del tutto incoerente con il resto dei disegni di legge già presentati e in particolare con la bozza del relatore stesso non è condivisibile nel suo insieme ed inaccettabile in merito alle modifiche apportate ad importanti articoli che riguardano il lavoro nei porti".
Secondo Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti "le modifiche proposte e le parti non inserite, in merito al lavoro, comportano uno stravolgimento dell'attuale impianto legislativo con la conseguenza di rendere possibile un mercato del lavoro sempre più precario e adattato alle esclusive esigenze aziendali e di realizzare infine un sistema di appalti che genera una concorrenza distruttiva".
"Alcune modifiche - sostengono infine i sindacati - sono necessarie e riguardano la governance, il ruolo e le funzioni delle autorità portuali, l'iter di approvazione del piano regolatore portuale, il riconoscimento di risorse per garantire l'autonomia finanziaria e gli interventi in materia di salute e sicurezza nel lavoro".
(ester.crea@cisl)
21 luglio 2009










