Nessun progetto ma "tante dichiarazioni che, se pur parzialmente condivisibili nelle parti di nostra pertinenza, non consentono di porre a confronto obiettivi, tempi e strategie". Così l'incipit di una nota della segreteria nazionale dei Pensionati-Cisl, stesa dal responsabile delle politiche socio-sanitarie, Sandro Loschi, a proposito del "Libro bianco sul futuro del modello sociale italiano" presentato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. "Dal Libro verde, presentato nel luglio 2008, il Governo - si legge nella nota Fnp - si è garantito nove mesi per portare a riassunto gli esiti di una consultazione pubblica sulle cui modalità esprimiamo perplessità". Non un incontro, non un confronto con i sindacati dei pensionati, ha evidenziato il segretario generale Antonio Uda, che pur rappresentano una delle realtà più importanti e complesse del nostro Paese, ma "un'asettica consultazione telematica la cui sintesi si esprime appunto nel Libro bianco". L'affermazione della "centralità della persona, della famiglia, del lavoro, della comunità, del territorio e della sussidiarietà", da sempre presente nelle rivendicazioni della nostra Federazione, ci trova - dice Loschi - plaudenti alla rilevanza che il Libro bianco ne dà, ma per stessa ammissione del ministro il Libro non contiene indicazioni operative accompagnate da dati e ipotesi attuative: "Ci troviamo, alla stregua del Libro verde, con un contenitore colmo di riflessioni sui valori su cui basare la riforma del welfare ma senza strategia operativa". Il governo, in queste 46 pagine - prosegue l'analisi Fnp - non sembra dare soluzioni per alleviare il carico assistenziale delle famiglie, e delle donne in particolare, nella cura di anziani, bambini e giovani disoccupati, quanto piuttosto istituzionalizzare la più antica forma di servizi alla persona qual è, appunto, la famiglia. Nessuna dichiarata politica a suo sostegno. Anzi, per la Fnp, sembra che si punti a riformare lo Stato assistenziale trasferendone gli oneri proprio sulla famiglia. "Si formalizza il badantato, ritenuto dal Governo strumento valido in quanto derivato dai comportamenti con cui la famiglia risponde ai propri bisogni. Sconcertante analisi se si considera il badantato come ultima ratio cui le famiglie ricorrono in assenza di servizi che dovrebbero essere di pertinenza esclusiva delle istituzioni". Preoccupa, inoltre, "l'approccio strumentale alla famiglia, vista da questo ministro non come mediatrice di valori, risorse ed esperienze ma come mero luogo affettivo e assistenziale". Ad assicurare assistenza all'interno delle famiglie provvedono, quasi esclusivamente, le donne, pensionate e non. Si ripete, cioè, anche nell'età anziana, la discriminazione di genere che assegna alle donne l'onere dei carichi assistenziali. "Di tutto ciò - secondo Fnp - nel Libro bianco non c'e alcun accenno, dunque le donne pensionate e anziane restano soggetto invisibile". Nessun accenno poi ad ammortizzatori sociali a sostegno dei prestatori di cura familiare. "Il governo - ricorda Fnp - ha ripetutamente sostenuto che in questo momento di crisi non è possibile attuare riforme strutturali perché comporterebbero spese attualmente insostenibili. Ma, come ebbe a sottolineare al recente congresso Fnp il segretario generale Uda, sembra che non sia mai il momento giusto per accogliere, in un progetto strutturale e strutturato, le rivendicazioni della nostra categoria". "Anzi - continua Loschi - ci troviamo ancora una volta vittime di approcci assistenziali iniqui, discriminanti e inutili come la social card che, a detta del ministro, sarà soggetta a implementazione". Il Libro bianco, prosegue la nota, segnala in modo ricorrente una sanità italiana profondamente divisa in due tra un Nord efficiente e un Centro-Sud che sperpera risorse pubbliche a discapito della qualità dei servizi. Ma anche qui, rileva Fnp, "nessuna strategia progettuale ma l'auspicio, con l'avvento del federalismo fiscale, di una crescita economica e il conseguente rispetto dei piani di rientro per sanare i deficit sanitari che altro non faranno che appesantire la compartecipazione dei cittadini con gli extra ticket (vedi regione Lazio, Molise e Calabria)". Il Governo, obietta Loschi, "non può limitarsi ad evidenziare le inefficienze dei modelli socio-sanitari delle regioni del sud contrapponendole alla efficienza delle regioni nordiche senza indicare modi, tempi e risorse messe a disposizione per il raggiungimento di una più uniforme qualità dei servizi. Parlare di integrazione socio-sanitaria a 9 anni dall'approvazione della legge 328 ci sembra quanto meno poco innovativo". La Fnp auspica che dietro al concetto di integrazione vi sia quello di applicazione della legge in grado di rispondere concretamente ai bisogni della collettività "sviluppando adeguate reti assistenziali". La Fnp, poi, ritiene indispensabile lo sviluppo di una "rete" territoriale di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione anche per la non autosufficienza, che assicuri l'assistenza socio-sanitaria in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. "La riorganizzazione del Ssn attraverso la chiusura dei piccoli ospedali - prosegue la nota - libera risorse da destinare alla medicina territoriale come l'assistenza domiciliare integrata. A tal fine la Fnp non è favorevole a creare strumenti finanziari derivati da risorse pubbliche, private e assicurative per garantire assistenza ai non autosufficienti, e chiede che sia approvata la legge sulla non autosufficienza con l'istituzione di un fondo nazionale adeguato".
"L'importanza che viene data alle reti dei servizi socio-sanitari, alle reti sociali e alle reti tecnologiche - prosegue la nota - coincide con quanto da anni la Fnp sostiene, mentre si riscontra una grave mancanza nel capitolo riservato alla formazione continua che non include le persone anziane per le quali, invece, l'apprendimento e l'educazione permanente sono strumenti di promozione di buona vita e di prevenzione delle patologie tipiche della 3° e 4° età". Perciò, "la Fnp ora più che mai sollecita la definizione e l'applicazione dei diritti di cittadinanza sociale espressi nei Liveas (livelli di assistenza sociale)". "Per quanto riguarda la lotta alle povertà delle persone anziane e pensionate - fa rilevare infine la Fnp - è grave che il Libro bianco consideri soddisfacente le integrazioni assistenziali alle pensioni minime rimandando il recupero del potere d'acquisto delle pensioni a momenti di maggiore floridità della finanza pubblica". "Già sentito - dice Loschi - e già commentato. La Fnp rivendica che da subito il Governo trovi le risorse per l'adeguamento delle pensioni e che rispetti l'accordo del luglio 2007, evitando di parlare ancora di assistenza laddove si dovrebbe garantire un diritto. Abbiamo l'impressione - conclude la nota Fnp - di trovarci, ancora una volta, di fronte ad un progetto "astratto e confuso" in quanto privo degli strumenti indispensabili alla realizzazione degli obiettivi e "non formalizzato in alcun arco temporale".
A.R.










