Furto di know how? Senza danni non è reato

Il lavoratore che rivela notizie riservate sull'attività dell'azienda può essere condannato soltanto se ciò provoca danni concreti al datore di lavoro. Se invece non ci sono conseguenze il reato di "rivelazione di documenti segreti" non può essere nemmeno contestato. Lo sottolinea la Cassazione annullando le sentenze che sia in primo che in secondo grado avevano condannato tre dipendenti di una società di marketing di Prato. I tre impiegati, per diversi mesi fino al 3 aprile 2001, avevano sistematicamente sottratto notizie relative a clienti, preventivi e pianificazioni pubblicitarie dell'azienda con l'intento di mettersi in proprio utilizzando le informazioni raccolte, compresi i software di gestione e altri programmi informatici. Rinviati a giudizio dopo che una perquisizione aveva ritrovato una parte dei materiali trafugati e un'intercettazione telefonica avevano rivelato che era loro intenzione "creare una società nello stesso settore", i lavoratori erano stati condannati dal tribunale di Prato a pene comprese tra i 6 e gli 8 mesi di reclusione. I giudici avevano inoltre disposto un risarcimento di 15.000 euro in favore dell'azienda. Già in appello a Firenze però le pene erano state ridotte a soli 100 euro di multa per ciascuno degli imputati. Ora il "colpo di grazia" della Cassazione. I giudici della quinta sezione penale, con la sentenza 17744, hanno annullato del tutto le condanne perché "il fatto non sussiste". Una sentenza assolutoria adottata nonostante il procuratore generale avesse invece chiesto di dichiarare il reato "estinto per prescrizione". "La rivelazione del contenuto di documenti segreti - scrive la Corte - costituisce reato solo se dal fatto deriva un danno a colui che abbia il diritto alla segretezza di quei documenti". La Cassazione evidenza invece che "la sentenza ha accertato che non vi fu alcun danno, dal momento che di quei documenti non venne fatto alcun uso". I tre dipendenti "furbetti" erano stati infatti bloccati prima che riuscissero ad utilizzare quelle notizie trafugate per mettere in piedi la propria attività. Insomma, riuscire a mettere le mani su un segreto non è grave, l'importante è non andarlo a dire in giro.

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