di Rodolfo Ricci
La riapertura dei termini dello scudo fiscale, il ripristino dei fondi per l'editoria, la proroga delle concessioni delle spiagge, il blocco degli sfratti, un mini-condono dei cartelli elettorali, fino ai fiori di Sanremo e le risorse per la comunità di padre Pio a Pietrelcina. Con il via libera dell'Aula del Senato il "milleproroghe" diventa legge. Il provvedimento è lievitato nei vari passaggi parlamentari e il testo si compone ora di oltre 150 commi con le misure più diverse. A Montecitorio, in particolare, c'è stato il rinvio della stretta sulle risorse per l'editoria, in un braccio di ferro con il governo che ha visto prevalere il Parlamento.
Queste le principali misure.
Scudo fiscale - Si riaprono i termini per lo scudo fiscale fino al 30 aprile 2010. Vengono fissate però aliquote più alte: 6% fino al 28 febbraio e 7% dal primo marzo al 30 aprile. Entro il 15 giugno del 2010 il ministro dell'Economia dovrà inviare al Parlamento la fotografia puntuale dei risultati dello scudo fiscale. Previste anche disposizioni per rafforzare l'evasione fiscale nei paradisi fiscali.
Fondi editoria - Via libera al ripristino, nel 2010, del 100% dei contributi diretti per le testate di partito, cooperative di giornalisti e giornali no profit. A subire alcuni tagli sono però le radio e le Tv locali, i giornali degli italiani all'estero, i giornali delle associazioni di consumatori, quelli che stampano fuori dall'Ue. Risorse a radio radicale per la trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari.
Dallo scudo fiscale al cinque per mille, dalla proroga degli sfratti ai fondi dell'editoria. Il variegato mondo del milleproroghe, licenziato oggi dalla Camera, si è arricchito in chiusura d'esame di un nuovo differimento: quello sui contributi all'editoria. Ora il provvedimento, trasformato nel corso del dibattito parlamentare in una sorta di Finanziaria bis, torna a Palazzo Madama da dove era partito per incassare sul filo di lana (il Dl 194 scade domenica 28 febbario) il voto definitivo dell'Aula. Voto già calendarizzato per venerdì prossimo.
Il milleproghe imbarca così anche il ripristino nel 2010 dei contributi diretti per le testate di partito, cooperative di giornalisti e giornali no profit. A sostenere l'onere, però saranno le radio e le Tv locali, i giornali degli italiani all'estero, i giornali delle associazioni di consumatori, quelli che stampano fuori dall'Ue. L'Aula della Camera ha così approvato, con il parere favorevole del governo, l'emendamento al Dl 194 frutto del compromesso tra esecutivo e maggioranza, e del pressing bipartisan di questi giorni per indurre il governo a fare marcia indietro sulla stretta. Anche il voto finale sull'emendamento, che ha visto l'astensione di Pd, Idv e Udc, dimostra come l'accordo non sia pieno e ci siano forse ancora questioni da sistemare.Il ripristino dei contributi all'editoria non è stata comunque la sola modifica apportata al testo del decreto legge approvato dal Senato in prima lettura. Con un altro mendamento, infatti, le Università in linea con i conti non subiranno il taglio del tur nover.
Con i 16 articoli finali e gli oltre 150 commi il provvedimento spazia a tutto campo dal fisco alla famiglia, dalle università alla scuola, dalla sanità all'ambiente. Si parte con lo scudo fiscale e il doppio binario per l'emersione dei capitali all'estero: i rimpatri e le regolarizzazioni effettuate entro domenica prossima sconteranno un'aliquota effettiva a titolo di imposta straordinaria del 6%, mentre per chi vorrà sfruttare la seconda finestra, ovvero dal 1° marzo al 30 aprile 2010, il costo del prelievo sale al 7%. Sempre collegato incidentalemnte con lo scudo fiscale, il decreto (articolo 1, comma 7) proroga al prossimo fine aprile il ravvedimento operoso per la presentazione del modulo RW da aprte dei lavoratori transfrontalieri.
È stato confermato lo stop del pagamento dei tributi delle popolazioni abruzzesi colpite dal sisma. La copertura finanziaria è garantita dalla norma che prevede il versamento, da parte dei cittadini, entro il 2010 di tutti gli arretrati. Però, per evitare un vero e proprio "salasso" fiscale il governo ha intenzione di intervenire con un altro provvedimento.
Sempre in materia fiscale va ricordato il differimento per due anni consecutivi (31 marzo 2010 e 2011) del termine per l'approvazione degli studi di settore. In questo modo le risultanze degli studi da utilizzare ai fini delle dichiarazioni dei redditim potranno essere aggiornate con i cosiddetti corretivi anti-crisi.
Si riapre la corsa al 5 per mille. Associazioni no profit e associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, infatti, avranno tempo fino al 30 aprile prossimo per integrare la documentazione o le autocertificazioni presentate al fisco ai fini dell'assegnazione dei fondi del 5 per mille dell'Irpef relativo al 2006, 2007 e 2008. Salvi anche i bagnini che vedono prorogate fino al 31 dicembre 2015 le concessioni demaniali marittime.
Tra le altre proroghe introdotte nel corso dell'esame parlamentare si segnalano: il differimento anche per il prossimo anno scolastico delle norme salva precari; la possibilità di indicare nella cartà di identità la volontà di donare gli organi in caso di morte; la sospensione per tutto il 2010 dell'obbligo di versare il contributo unificato anche nelle cause di lavoro dinanzi alla Corte di cassazione; da fine febbraio nelle regioni con deficit sanitario i creditori delle Asl potranno tornare a intraprendere le azioni esecutive per recupare crediti vantati.
Torna il diritto soggettivo per le testate e radio di partito, quelle non profit, i giornali di partito gestiti da cooperative. Il comitato dei diciotto delle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera ha messo a punto un emendamento in questo senso che ha avuto l'ok a maggioranza e verrà messo in votazione in Aula. L'emendamento sospende la norma della Finanziaria che bloccava la ripartizione dei contributi in base al diritto soggettivo. L'emendamento prevede che nelle more della riforma organica del settore dell'editoria per le radio e i giornali di partito, le cooperative no profit e i giornali di partito costituiti in cooperativa, l'editoria brail e le cooperative radiofoniche che trasmettono almeno 9 ore di programmi di informazione al giorno non viene applicata per il 2009 la normativa introdotta in Finanziaria e che prevedeva lo stop alla distribuzione dei fondi in base al diritto soggettivo e viene "corrisposto un contributo nella misura massima del 100% dell'importo spettante con riferimento all'anno 2008". Per i quotidiani italiani editi e diffusi all'estero, invece, i contributi vengono ridotti del 50%.
In precedenza, sul nodo dei fondi all'editoria si era detto ottimista il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha coordinato la capigruppo di Montecitorio in cui é stata trovata l'intesa tra maggioranza, governo e opposizione per evitare la fiducia. Dal canto suo il presidente del Senato, Renato Schifani, ha assicurato tenpi di conversione rapidi se il milleproroghe giungesse al Senato con la sola, auspicata modifica sui contributi all'editoria. Intanto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, sta lavorando insieme alla maggioranza, all'emendamento per ripristinare per il 2010 i contributi diretti all'editoria, in stretto contatto con il ministero dell'Economia che deve dare il via libera sulla copertura. "I tecnici - ha detto il ministro ai Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, al termine della capigruppo di Montecitorio - stanno lavorando alla copertura per la norma". L'accordo prevederebbe la definizione di criteri stringenti per l'individuazione delle testate beneficiarie. Con l'intesa verrebbe scongiurata anche l'ipotesi di ricorso alla fiducia sul milleproroghe. Due sono infatti i punti caldi dell'accordo: la questione della copertura e la "delimitazione" delle testate beneficiarie. La richiesta bipartisan fatta in aula alla Camera è quella di ristabilire il diritto soggettivo a ottenere i fondi così da salvare un centinaio di testate a rischio chiusura. Una condivisione testimoniata dai 400 deputati che hanno firmato per ripristinare le norme sui finanziamenti all'editoria. Dal ministero dell'Economia nella mattinata era giunto però uno stop, avevano riferito fonti parlamentari, per la mancanza di copertura dell'intervento, stimata in 70 milioni di euro. A pressare i tempi stretti per l'approvazione, visto che il decreto scade il 28 febbraio e deve tornare al Senato per il via libera definitivo. Intanto in aula nella mattinata è proseguito l'ostruzionismo delle opposizioni con oltre 200 iscritti a parlare. L'opposizione, ha annunciato il vicepresidente vicario del Pd alla Camera, Michele Ventura, se il governo non porrà la fiducia, ha deciso di tagliare "drasticamente" gli emendamenti, da 270 a 30 da Pd, Udc e Idv, così da consentire al provvedimento di passare velocemente al Senato, senza fiducia, per la terza lettura entro domenica.
(Aggiornato il 24 Febbraio 2010)










