I ministri finanziari dell'Eurozona hanno annunciato, alla fine di una lunga riunione a Bruxelles, una serie di nuove misure in preparazione contro il rischio di "contagio" della crisi finanziaria. Si tratta, secondo le parole usate dal presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, di "alleggerire il peso" del debito pubblico della Grecia e degli altri Stati membri in crisi finanziaria, riducendo i tassi d'interesse da loro pagati, prorogando le scadenze dei rimborsi ai creditori (nel caso specifico di Atene), e soprattutto permettendo al 'Fondo salvastatì (Efsf) di intervenire sul mercato secondario dei 'bond', direttamente, con l'acquisto di titoli di Stato dei paesi messi sotto pressione dai mercati, oppure indirettamente, prestando a quei paesi i soldi per ricomprare i propri bond ("Buy back").
Il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha confermato che le due opzioni sull'intervento dell'Efsf sul mercato secondario - che non riguardano solo la Grecia, ma l'intero sistema dell'Eurozona - sono entrambe sul tavolo e che "si sta valutando quale sarà la più significativa", con una decisione che sarà presa "a breve".
Le misure sono accennate in una dichiarazione conclusiva di 35 righe (che però non fornisce indicazioni più precisa sulle decisioni annunciate e le date di attuazione) in cui l'Eurogruppo conferma "l'impegno assoluto a salvaguardare la stabilità finanziaria dell'Eurozona". Viene confermato anche che vi sarà un secondo programma di aiuti alla Grecia e che includerà un coinvolgimento volontario del settore privato.
D'altronde, prosegue anche oggi l'alta tensione sui titoli di Stato dell'Italia, spingendone ulteriormente al rialzo i rendimenti, tanto che sui Btp decennali per la prima volta hanno superato la soglia psicologica del 6%, secondo i dati Tradeweb, mentre si è ampliato a nuovi massimi storici il differenziale (spread) rispetto ai bund della Germania, che fanno da riferimento per le emissioni nell'area euro. Il tutto continua ad affondare la Borsa di Milano, dove in mattinata i cali sono arrivati a superare il 4,5%, mentre successivamente l'indice Footsie-Mib modera leggermente le perdite al meno 2,09%.
"L'Italia è stata scaraventata nell'occhio del ciclone" delle tensioni di mercato, scrive il Wall Street Journal, ricordando che in precedenza la penisola era riuscita a tenersi defilata da queste pressioni. Secondo il Financial Times, diversi operatori di mercato hanno definito la seduta di ieri come "la più drammatica" dall'inizio della crisi sui debiti in Europa, un anno e mezzo fa, ma oggi il quadro non appare molto migliore.
Nell'attesa dei risultati di un'asta di Bot italiani, i rendimenti dei Btp decennali già scambiati sul mercato hanno raggiunto il 6,01% oggi.
Su queste emissioni i rendimenti si muovono nella direzione specularmente opposta al prezzo: se questo cala, i tassi retributivi ne risultano rafforzati. E se la tensione penalizza i bond di paesi come Italia e Spagna, all'opposto premia quelli dei paesi con le finanze ritenute più solide, come la Germania.
Tant'è che sui bund tedeschi a 10 anni i rendimenti oggi sono scesi fino al 2,58 per cento e in questo modo lo spread Btp-bund è arrivato a toccare i 343 punti base. Materialmente significava che per trovare acquirenti disposti ad assumersene il rischio, i Btp dovevano offrire 3,43 punti percentuali di rendimento in più rispetto ai loro equivalenti tedeschi, un nuovo record.











