di Rodolfo Ricci
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti si è detto disponibile a modificare la parte della manovra relativa ai tagli per i comuni, ma mantenendo invariati i saldi, e rivedere il patto di stabilità interno. È questo l'esito dell'incontro tra una delegazione dell'Anci guidata dal presidente, Sergio Chiamparino, e i ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e della semplificazione, Roberto Calderoli che si è svolta al Tesoro. "L'incontro è stato interlocutorio - ha riferito Chiamparino - ma qualche apertura sui tagli da parte del ministro c'è stata, ma a saldi invariati". Dal titolare di via XX Settembre è arrivata anche "la disponibilità a discutere sulla revisione del patto di stabilità".
Stessa musica dalle Regioni: "Non chiediamo la luna ma una manovra che sia equa". Così si è espresso il presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, Vasco Errani entrando al ministero degli Affari regionali dove è iniziato da pochi minuti, l'incontro tra una delegazione della Conferenza, guidata da Errani e i ministri Tremonti, Fitto e Calderoli.
"Al di la di interventi giusti sugli sprechi - ha proseguito Errani - questa manovra comporta tagli a servizi per i cittadini e le imprese. Ogni comparto, invece, deve produrre una riduzione della spesa che sia proporzionale a ciò che serve. E sul federalismo il governo accelera ma poi non si dice come è possibile realizzarlo con una manovra che pesa per oltre il 50% sulle regioni".
"Abbiamo formulato una richiesta equa - ha concluso Errani - se il governo si dimostra disponibile siamo pronti a firmare anche stasera".
Ottocento milioni di tagli ai trasferimenti. Un patto di stabilità che blocca gli investimenti e consente alle Province di utilizzare solo lo 0,78% dei 2,6 miliardi di risorse disponibili nei bilanci (residui passivi) che invece potrebbero essere immediatamente spese per aprire cantieri e intervenire per la messa in sicurezza delle scuole, per la manutenzione della rete stradale provinciale (125 mila kilometri di strade), per interventi contro il dissesto idrogeologico. E ancora 1, 5 miliardi di risorse ferme nelle casse delle Province che dovrebbero servire a pagare imprese che hanno già. lavorato, e che non possono essere spesi, pena lo sforamento del patto di stabilità. 10 miliardi di tagli alle Regioni che, necessariamente, comporteranno ulteriori riduzioni ai trasferimenti per le Province, e 4 miliardi di tagli ai Comuni, che andranno ad incidere direttamente sulla vita dei cittadini. Infine il rischio di bloccare il processo, appena avviato, di attuazione del federalismo fiscale.
Sono queste le ragioni, secondo il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, per cui oggi le Province sono insieme ai Comuni a manifestare davanti al Senato, per chiedere modifiche al Decreto Legge 78/2010, "tali da consentire agli enti locali di fare la propria parte nell'opera di tenuta dei conti dello Stato, senza che questo comporti la drastica riduzione dei servizi ai cittadini e ai territori". Allora il ministro dell'economia Giulio Tremonti ha convocato province, comuni e comunità montane per discutere di eventuali modifiche alla manovra. Lo ha detto lo stesso presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, parlando da un palco allestito in piazza Navona, a Roma, per la protesta di oggi dei sindaci.
Contro la manovra economica i sindaci degli oltre 8000 comuni italiani si mobilitano ed annunciano che se non saranno riconvocati dal governo domani scenderanno in piazza manifestando davanti al Senato in coincidenza con la Conferenza Stato-città che deve discutere delle proposte di emendamenti avanzate dall'Anci.
Determinati a sbloccare una situazione che giudicano "estremamente preoccupante", al termine del direttivo dell'associazione convocato ad hoc sulla manovra, sono anche saliti al Colle ed hanno incontrato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L'incontro che si è svolto nello studio privato del presidente è durato circa un'ora.
Napolitano - secondo quanto ha riferito il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, "si è dimostrato estremamente attento e particolarmente sensibile alle esigenze dei Comuni. Mi pare di potere dire che le nostre richieste siano state recepite dal presidente, il quale - ha aggiunto il sindaco di Torino - ha nella sua normale attività colloqui con il governo e le rappresentanze politiche". "Il presidente - ha detto ancora Chiamparino - ci ha rafforzato nella nostra convinzione che i Comuni sono l'anello indispensabile alla catena che collega rappresentanze della politica, istituzioni e cittadini e ci ha sollecitato a spiegare bene al governo quali potrebbero essere le conseguenze della manovra sui Comuni".
L'incontro con Napolitano ha chiuso una giornata lunga e intensa che ha richiamato a Roma molti sindaci per l'appuntamento del direttivo che si è concluso con un ordine del giorno approvato all'unanimità e con il quale i sindaci chiedono al governo di riaprire immediatamente il confronto in una sede politica che coinvolga congiuntamente regioni, comuni e province al fine di concordare in modo trasparente modifiche ripartite equamente del carico finanziario della manovra. Il 23 giugno alla manifestazione degli amministratori comunali davanti al Senato chiamano all'appello anche regioni e province e soprattutto tutte le associazioni, categorie sociali ed economiche ed altre istituzioni che "nei territori hanno avvertito e avvertono ogni giorno le conseguenze di un ruolo dei comuni sempre più mortificato e penalizzato dalle decisioni del governo".
La manovra - dicono a gran voce - ha bisogno di correttivi. C'è il pericolo - aggiungono i sindaci - di produrre un effetto depressivo sul sistema economico e sociale, con riduzione degli stessi livelli occupazionali. Le proposte correttive dell'Anci, fermo restando i saldi complessivi della manovra sono: riequilibrio dei tagli di spesa fra i livelli di governo, con una maggiore riduzione delle spese di funzionamento dei ministeri; significativa riduzione del peso finanziario a carico della manovra a partire dal 2010; attribuzione ai comuni di una quota certa delle risorse che saranno recuperate dal contrasto dell'evasione fiscale.
(aggiornato il 23 Giugno 2010)










