di Umberto Ginestra
Palermo (nostro servizio). "Tremonti sa che il Sud non è affatto una zavorra, anzi può fare da volano alla crescita del Paese". Tocca i tasti dell'economia Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl. Ma non solo. Concludendo a Palermo le celebrazioni per il 35esimo della fondazione della Filca, entra a gamba tesa contro i nodi dell'illegalità e del rapporto tra economia e legalità. A lanciargli l'assist, Giovanni Chinnici, figlio di Rocco, il giudice antimafia che saltò in aria con la sua auto, a Palermo nel 1983. L'ideatore della fondazione intitolata al magistrato che per primo concepì il lavoro in pool come argine giudiziario contro Cosa nostra, aveva parlato poco prima di "problema siciliano che non si esaurisce dentro lo schema dell'illegalità". "La fondazione calcola - aveva reso noto - che il solo pizzo abbia un costo sociale, per l'Isola, di un miliardo di euro l'anno". Poi c'è l'altra faccia della medaglia. Che secondo Chinnici è la "percezione debole della legalità". E il problema, qui, è soprattutto culturale. Bonanni coglie la palla al balzo, e alla platea di sindacalisti arrivati da varie regioni del Paese, sottolinea "il senso della cultura sindacale della Cisl". Che rimanda, incalza, a un "lavoro quotidiano collettivo e personale" per organizzare alleanze e costruire accordi. "Così è stato - ricorda il segretario - per la nascita del Durc (il documento unico di regolarità contributiva, ndr) o quando inventammo gli enti bilaterali tra sindacati e imprese". La legalità debole, per Bonanni, invoca un surplus di impegno sindacale nella società. Oltretutto, fa notare il leader Cisl, "la mafia si inserisce nei vuoti di potere e di legalità. Per contrastarla, clamori e divisioni non servono, bisogna creare posti di lavoro veri. È lo sviluppo l'antidoto alla criminalità".
Raggiunto a Palermo dalla notizia della decisione governativa sulla festa nazionale del 17 marzo, Bonanni sottolinea come i sindacati abbiano "sempre auspicato che il giorno del 150° anniversario dell'Unità d'Italia non dividesse ulteriormente il Paese e l'unità trovata penso proprio tenga conto di questo".
Quanto a Tremonti, "sul Mezzogiorno", dichiara il segretario Cisl, "dice cose condivisibili quando parte dal concetto che se si innalza la produttività nelle regioni meridionali, l'Italia decolla". Per spiccare il volo, però, c'è bisogno che riparta anche la Sicilia. Nell'Isola "il problema è che gli ultimi governi hanno ereditato un peso notevole dalle gestioni precedenti per cui l'azione amministrativa va a rilento". Allora, "occorre un patto tra Regione e parti sociali per rilanciare economia e occupazione".
Il patto è "l'obiettivo che da settimane ci impegna", aveva a sua volta affermato Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia. L'appuntamento tra governo e forze imprenditoriali e sindacali è fissato per mercoledì prossimo, 23 febbraio. "Da settimane - spiega Bernava - proponiamo azioni strategiche di governo per attrarre investimenti esterni alla regione e affinché sia archiviata la stagione della distribuzione a pioggia delle risorse. Puntiamo a criteri rigorosi, automatici e selettivi, di spesa; a un controllo di legalità che favorisca le imprese sane; alla rimodulazione e riprogrammazione dei fondi Ue. E a concentrare - aggiunge il sindacalista - in aree ben precise, come potrebbe anche essere Termini Imerese, fiscalità di vantaggio, credito d'imposta per l'occupazione e gli investimenti.
(18 febbario 2011)










